Fusione con Amga Hera non cede: il negoziato continua

di Massimo Greco wTRIESTE Le dimissioni dei quattro consiglieri di amministrazione Amga, che erano stati nominati dal Comune di Udine in quanto azionista di maggioranza dell'utility, non fermeranno i programmi espansivi di Hera. Poichè si era capito che i quattro consiglieri avevano dato forfait per un contrasto con il sindaco Furio Honsell sulla tempistica dell'alleanza tra le due realtà, da Bologna è giunta ieri una precisazione, improntata all'esplicita volontà di Hera di proseguire la trattativa con Udine. Riguardo le dimissioni, la nota di Hera osserva che «l'evento... non è riconducibile alla trattativa in corso», affermazione invero piuttosto curiosa, dal momento che la rottura tra Honsell e i "suoi" rappresentanti è avvenuto proprio sui tempi di definizione progettuale dell'aggregazione. E'invece presumibile che Tomaso Tommasi di Vignano, il quale si trovava martedì a Udine e quindi ha seguito la vicenda quasi "in diretta", voglia evitare che il disimpegno degli ex amministratori finisca con l'inficiare e con il travolgere l'intera operazione Amga. Non è casuale che il comunicato di Hera escluda «ogni contenuto di carattere politico alla scelta di avviare questa trattativa»: a fronte del dissenso manifestato in passato dal presidente leghista della Provincia Pietro Fontanini, viste le contestazioni espresse dall'opposizione friulana riguardo il possibile connubio con la grande utility del Nordest, il vertice del gruppo emiliano intende disinnescare una miccia che rischierebbe di allontanare valutazioni e decisioni dal merito aziendale. Replicando ai rilievi mossi dal M5s, peraltro non direttamente citato dalla nota, Hera ribadisce la solidità della sua situazione economico-finanziaria, non pregiudicata dal livello debitorio «come confermato anche recentemente dalle agenzie di rating». Dunque, «la trattativa - precisa Hera - proseguirà esclusivamente nell'ottica di valorizzare al meglio le prospettive industriali del negoziato». C'è una data, il 5 gennaio 2014, che scandisce il termine della prima fase negoziale: infatti lo scorso 5 settembre Hera e Amga avevano sottoscritto una lettera di intenti che prevedeva lo sviluppo in esclusiva del progetto aggregativo entro 120 giorni. Che scadono, appunto, il giorno 5 gennaio. Hera guarda a percorsi e modalità già collaudate in altre situazioni, ultima delle quali AcegasAps, ovvero non acquisto "cash" ma scambio azionario e coinvolgimento dei Comuni soci. Ma il 5 gennaio, al netto delle festività, significa domani. L'ex presidente di Amga Cerutti - insieme ai colleghi Angeli, Paparotto, Caporale - ha ritenuto che i tempi fossero troppo compressi per stringere verso un primo sì. A Udine dicono che fosse Hera ad andare in pressing. Fatto sta che adesso Honsell deve nominare un nuovo quartetto, in grado di condividere gli "issues" del sindaco riguardo il dossier Hera-Amga. La società friulana, concentrata sul gas, ha chiuso il 2012 migliorando il fatturato del 29% a 367 milioni, portando il margine operativo a oltre 28 milioni (+7,8%), raddoppiando l'utile a 4 milioni. Primo azionista è il Comune udinese col 61,3%, seguito dal colosso tedesco E.On col 21,9%. mentre permane una vecchia quota del 5,2% in mano ad AcegasAps. Segue con attenzione i "torbidi" udinesi l'utility trevigiana AscoPiave, che non ha mai nascosto interesse per le terre friulane.©RIPRODUZIONE RISERVATA