Gli 007 inglesi spiavano i diplomatici negli hotel

LONDRA Operazione "Royal Concierge". Gli 007 britannici hanno spiato per anni diplomatici stranieri in almeno 350 hotel in tutto il mondo. Lo rivela il giornale tedesco Der Spiegel sulla base di informazioni fornite dalla "talpa" del Datagate, Edward Snwoden, in quello che sembra destinato a segnare un nuovo capitolo dello scandalo sulla sorveglianza anche tra alleati, che già non pochi problemi e frizioni ha provocato tra diverse cancellerie. Fino a botta e risposta tra capi di Stato, con scuse più o meno velate ma di certo imbarazzanti. L'operazione è degna di un manuale di spionaggio ed aveva anche un suo simbolo, un vero e proprio logo: un pinguino, per via delle uniformi indossate dal personale nei grandi alberghi, ma con in testa una corona, evidente 'sigillò che si trattava di un'operazione condotta dagli agenti segreti di sua maestà. E il suo obiettivo era controllare le telefonate di diplomatici, controllare i fax nelle stanze, entrare nei loro computer e persino ascoltare le conversazioni al bar dell'hotel. Non si conosce il numero di volte in cui è stata attuata l'operazione "Royal concierge", che comunque dai documenti risulta essere rimasto uno strumento dell'intelligence britannica per almeno tre anni, testato con successo per la prima volta nel 2010, mentre una fonte anonima del Gchq, l'equivalente britannico della National security agency americana, «non smentisce né conferma la notizia». I documenti di cui lo Spiegel è entrato in possesso non fanno il nome di nessun albergo ma come esempi vengono citate, in forma anonima, strutture di lusso a Zurigo e Singapore. Quello che però rivelano è un meccanismo sofisticatissimo ma di fatto automatizzato, quindi praticamente dall'esito certo una volta avviato. L'aggancio e la chiave per l'accesso alle conversazioni e alle comunicazioni dei diplomatici in trasferta, che fosse per vertici internazionali o per missioni di altro genere, erano le prenotazioni degli alberghi. Per far scattare l'operazione si partiva appunto dalle prenotazioni nei 350 hotel individuati e strettamente monitorati. A quel punto al Gchq arrivava l'allerta e quindi il segnale per una mobilitazione forse anche di tipo più 'tradizionalè, là dove fosse necessario. Per un "hard target" poi, ovvero un obiettivo considerato particolarmente interessante e utile da tener d'occhio, risulta infatti prevista anche l'opzione "Humint", in codice "intelligence umana", vale a dire praticamente l'utilizzo di spie in carne ed ossa, magari mimetizzate tra i clienti del bar dell'hotel per ascoltare le conversazioni dei diplomatici.