Stucchi: «Le mail controllate negli States»

di Fabio Chiusi wROMA Dopo mesi di silenzi, anche la politica italiana ha preso atto che il Datagate ci riguarda. Ma i chiarimenti, chiesti agli Usa finalmente anche da Enrico Letta, scarseggiano. Così il direttore del Dipartimento informazioni per la sicurezza, Giampiero Massolo, dopo una inconcludente audizione lo scorso luglio, è tornato davanti al Copasir per confermare il pieno appoggio dell'Italia all'iniziativa europea che intende stabilire nuove regole di collaborazione con gli Stati Uniti. Il presidente del Comitato parlamentare, il leghista Giacomo Stucchi, ne illustra il resoconto. Che cosa ha detto Massolo? «Ha sottolineato prima di tutto che non è ancora chiaro quale sia la portata complessiva delle informazioni in possesso di Snowden: non lo sanno nemmeno gli americani. Potrebbe essere anche un perimetro più ampio rispetto a quello cui poteva avere accesso, oppure il contrario». L'Espresso ha scritto che l'intelligence britannica può intercettare le comunicazioni degli italiani allacciandosi ai cavi sottomarini che le trasportano, con nodi a Mazara del Vallo e Palermo. Massolo ne ha parlato? «Sui cavi collegati alla Sicilia non risulta alcuna intercettazione massiva. Non c'è alcun accordo con gli Stati Uniti e nemmeno con l'Inghilterra. Non c'è nessun accordo su Mazara del Vallo. Che poi l'intelligence britannica lo faccia in Cornovaglia è un altro discorso». I dati pubblicati da Der Spiegel dicono che in Italia sono stati raccolti 46 milioni di metadati telefonici (informazioni su numero di chiamante e chiamato, durata e localizzazione della chiamata) nel solo dicembre 2012. L'ambasciatore conferma? «Per quanto riguarda le intercettazioni fatte dall'Nsa, i milioni di comunicazioni telefoniche e dati sono da e per gli Stati Uniti, o comunque da e per Paesi stranieri intercettati dagli Stati Uniti. Il problema è che possono riguardare anche le comunicazioni VoIP (Voice over Internet Protocol, ndr) che avvengono tramite programmi come Facetime, Tango o Viber. Che hanno però sede negli Usa, e quindi sono regolati dalle norme statunitensi». Che significa? «Che la mail mandata a mia moglie tramite Gmail passa per gli Usa, perché viene processata da un server negli Usa. I nostri servizi non la possono intercettare, ma quando i metadati sono negli Stati Uniti l'Nsa li può avere da Google. Questo avviene in territorio americano e noi purtroppo possiamo farci poco, se non protestare perché questa cosa sicuramente è una violazione reale della privacy». Enrico Letta è tra i 35 leader spiati? «La cosa non si è ancora chiarita. Sicuramente però Angela Merkel aveva più di un cellulare a disposizione e quello spiato era l'unico non protetto, quindi probabilmente quello su cui passavano le comunicazioni meno riservate». Confermate l'intenzione di portare Glenn Greenwald, l'ex giornalista del Guardian autore degli scoop, e la fonte Edward Snowden al Copasir? «Manderemo una richiesta di disponibilità a Greenwald. Snowden bisogna capire se lo troviamo, prima di tutto, poi valuteremo. Per Greenwald non credo ci siano grossi problemi, per Snowden dipende anche dai russi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA