Delitto di Lignano, Lisandra a processo

La notizia della condanna del fratello a 20 anni di reclusione non l'ha colpita. «Lisandra se l'aspettava - ha detto l'avvocato Serbelloni -. Certo, non conoscendo la legislazione cubana, non sapeva immaginare quanto gli avrebbero inflitto. In ogni caso, ormai il suo rapporto con lui è molto più rarefatto e ciò che la preoccupa è soltanto la propria sorte». Del processo e della sentenza emessa dal tribunale dell'Avana nei confronti del 24enne Reiver Laborde Rico, le autorità italiane avevano appreso quasi per caso, a inizio mese, attraverso un'email inviata dal Consolato presso l'Ambasciata italiana alla Procura di Udine, per "stoppare" le procedure già in corso per eseguire l'interrogatorio per rogatoria al quale giovane - tutt'ora indagato dalla stessa magistratura friulana - avrebbe dovuto essere sottoposto in quei giorni. (l.d.f.) di Luana de Francisco wLIGNANO L'obiettivo di tutti è arrivare alla sentenza entro la fine della serata. Ma, orologio alla mano, la discussione del processo per il duplice omicidio dei coniugi Rosetta Sostero e Paolo Burgato rischia di andare così tanto per le lunghe, da costringere il giudice a rinviare le parti a nuova udienza per la lettura del verdetto. Quella di domani, per Lisandra Aguila Rico, la ventiduenne cubana accusata con il fratello Reiver del massacro del 19 agosto 2012 a Lignano, sarà comunque la giornata più lunga. Una pesantissima "maratona" tra perizie, ricostruzioni documentali e fotografiche e verbali di interrogatori e testimonianze, destinata in ogni caso ad approdare a una condanna. Forse l'ergastolo. Accuse e richieste L'appuntamento nell'aula B del tribunale di Udine dove l'imputata sarà processata con rito abbreviato, è fissato alle 9.30. Come già lo scorso 1° luglio, quando si aprì l'udienza preliminare, Lisandra arriverà dalla sua cella del "Coroneo" di Trieste, dove si trova rinchiusa da un anno. Davanti al gup Roberto Venditti siederanno il suo legale, avvocato Carlo Serbelloni, il sostituto procuratore Claudia Danelon, titolare dell'indagine, e gli avvocati di parte civile Stefano Trabalza, per Michele Burgato, figlio delle vittime Michele, e Maria Cristina Clementi, per Bruno e Vinicio Sostero, fratelli di Rosetta. Si comincerà con la requisitoria del pm, che si preannuncia non soltanto lunga e articolata, ma anche ad altissimo impatto "emotivo". E che - stando a quanto più volte ribadito dal procuratore capo, Antonio Biancardi - potrebbe concludersi con la richiesta dell'ergastolo. La parola passerà poi ai legali di parte civile, che hanno quantificato il danno in oltre 1, 2 milioni euro. Toccherà infine al difensore cercare di ridimensionare il ruolo avuto da Lisandra. La difesa Tra le carte che l'avvocato Serbelloni intende giocare c'è soprattutto la perizia psicologica depositata nella scorsa udienza e finalizzata a dimostrare il particolare rapporto di dipendenza che la giovane aveva verso il fratello, di due anni più grande. «Un atteggiamento protettivo e simbiotico - ha affermato il legale - e così forte, da non riuscire mai a dirgli di no. L'ho detto e lo ripeto: a uccidere non è stata Lisandra. Nè, nel momento in cui accondiscese ad accompagnarlo nella villetta di via Annia, si prefigurò per un solo attimo che Rei sarebbe arrivato al punto di uccidere». Il pentimento Da allora, le cose sono molto cambiate. Lui, volato a Cuba subito dopo il delitto, è stato arrestato e già condannato a venti anni di carcere. Lei, scovata dai carabinieri del Nucleo investigativo e del Ros di Udine in provincia di Salerno a meno di un mese dall'avvio delle indagini, è finita invece davanti alla giustizia italiana. Inchiodati dalla prova del Dna, hanno entrambi confessato, ma anche scaricato l'uno sull'altra la materialità di entrambi gli omicidi. «L'ho vista giovedì scorso - ha detto l'avvocato Serbelloni -. È spaventata, ma preparata. Sa di rischiare l'ergastolo, visto che lo sconto di un terzo della pena, in caso di condanna al massimo previsto, si applicherebbe al solo isolamento diurno». Quanto alle dichiarazioni che Lisandra si era riservata di rendere a fine processo, la decisione si conoscerà soltanto domani, in aula. «L'ultima volta - ha riferito il legale della ragazza - ha detto che non se la sentiva più. Vedremo. L'intenzione, comunque, era di chiedere perdono per quel che ha fatto». ©RIPRODUZIONE RISERVATA