Telecom vola in Borsa Si accende il risiko fra i colossi delle tlc

Zurich, il gruppo assicurativo finito al centro dei riflettori per il probabile suicidio del direttore finanziario Pierre Wauthier, indagherà «se vi siano state pressioni indebite» sul manager scomparso: «Il cda ritiene come sua primaria responsabilità quella di esaminare la questione e capire se siano state esercitate indebite pressioni sul nostro cfo». Lo annuncia la stessa Zurich in una conference call con gli investitori durante la quale è emersa l'esistenza di una lettera, lasciata da Wauthier prima della morte, in cui il manager fa riferimento al suo rapporto con l'allora presidente Josef Ackermann (foto). Proprio Ackermann, dopo l'accaduto, si è dimesso dalla presidenza spiegando che la famiglia di Wauthier gli addossava delle responsabilità. di Luigi Dell'Olio wMILANO Telecom Italia rivestirà un ruolo centrale nel risiko europeo delle tlc appena avviato. È l'ipotesi più credibile per i mercati, che ieri hanno premiato il titolo a Piazza Affari con una pioggia di acquisti e volumi particolarmente elevati. In chiusura la società guidata da Franco Bernabè ha fatto segnare un progresso del 9%, a quota 0,52 euro. Eppure gli spazi per un ulteriore recupero restano abbondanti, almeno a leggere l'ultimo report di Bernstein, che fissa a 1 euro il target price del titolo, ben oltre lo 0,65 stimato in precedenza. In mancanza di notizie rilevanti da parte della società, l'upside trova giustificazione solo nell'appeal speculativo dovuto all'avvio del risiko europeo nel settore delle telecomunicazioni dopo che Vodafone ha confermato l'esistenza di trattative con Verizon per la cessione al gruppo statunitense della partecipazione (al 45%) nella joint-venture Verizon Wireless, il più grande operatore di telefonia mobile negli Stati Uniti. "Con l'm&a; delle tlc nella mente di tutti", scrivono gli analisti" pensiamo che valga la pena sottolineare che, in molti modi, tutte le strade portano a Roma e Telecom Italia probabilmente è in cima alla lista di diverse compagnie globali". Secondo Bernstein le varie discussioni sul riassetto del settore, spingono le aziende che hanno un interesse su Telecom Italia ad accelerare i loro piani. "Pensiamo che gli azionisti possano raddoppiare i loro soldi in un periodo di tempo relativamente breve", è la conclusione, "e alziamo il rating da market-perform a outperform". Le mosse di Verizon sullo scacchiere europeo, è la convinzione diffusa nel mercato, potrebbero spingere America Movil ad accelerare nell'acquisto di Kpn. Il magnate messicano Carlos Slim ha già messo sul piatto 7 miliardi di euro per il 70,3% della compagnia olandese che non è ancora nella sua disponibilità. Pur non avendo problemi di liquidità, Slim pare poi intenzionato a dismettere la controllata tedesca E-Plus, che fa gola a Telefonica. L'asse tra i gruppi spagnolo e messicano potrebbe poi estendersi a Telecom, che ha come socio di riferimento (al 22,45% del capitale) Telco, veicolo societario partecipato da Generali (30,6%), Mediobanca (11,6%), Intesa SanPaolo (11,6%) e Telefonica (46,2%). Il gruppo assicurativo triestino e Piazzetta Cuccia da tempo hanno espresso la volontà di uscire (pur nella consapevolezza di dover mettere in conto una minusvalenza) e potrebbero farlo presto, considerato che dal 16 al 30 settembre vi sarà una finestra per comunicare l'eventuale disdetta del patto, che assumerà efficacia sei mesi dopo. Percorrendo questa strada, ciascuno potrebbe disporre direttamente della propria quota, e anche metterla sul mercato. Considerato che Intesa SanPaolo è un socio finanziario, la patata bollente finirebbe nelle mani di Telefonica, chiamata a scegliere tra un rafforzamento nel capitale(ma la strada non è facile da percorrere considerato lo sforzo finanziario richiesto e i problemi di Antitrust in Americana Latina) o cercare un altro operatore del settore con il quale pianificare il rilancio. Del resto Slim ha da tempo messo nel mirino Telecom Italia, considerato che già nel 2007 aveva provato ad acquisire la quota di controllo insieme alla statunitense AT&t.; ©RIPRODUZIONE RISERVATA