Ferriera-Arvedi: a Roma primo passo per chiudere l'intesa

di Matteo Unterweger Il primo formale passo verso quell'Accordo di programma che le istituzioni mirano a definire in tempi molto rapidi per spianare la strada all'ingresso del Gruppo Arvedi a Servola. L'hanno mosso, ieri a Roma, i ministeri dello Sviluppo economico e dell'Ambiente - presenti rispettivamente con il sottosegretario Claudio De Vincenti e il direttore generale Maurizio Pernice -, e la Regione Friuli Venezia Giulia, con una rappresentanza guidata dalla presidente Debora Serracchiani, alla presenza del commissario straordinario della Lucchini, Piero Nardi, e del colosso industriale cremonese con il delegato Francesco Rosato, già consulente del Comune incaricato di trovare alternative alla Lucchini per lo stabilimento triestino e ancora prima direttore della Ferriera stessa. Seguiranno, nelle prossime settimane, altri incontri attraverso i quali prenderà forma il percorso finalizzato all'ingresso di Arvedi a Servola, inizialmente per gli annunciati sei mesi di affitto, "prova" per il successivo acquisto definitivo dell'attività. E periodo durante il quale lo stesso cavalier Giovanni Arvedi ha annunciato di voler sistemare la questione ambientale. La proposta del gruppo di Cremona - è emerso - è di subentrare entro il 15 ottobre prossimo. Come noto, il commissario straordinario della Lucchini, Piero Nardi, aveva lanciato l'ultimatum con limite il 31 agosto. Cosa accadrà, quindi, nei 45 giorni successivi, sino cioè al 15 ottobre? L'ipotesi è che, proprio come già definito per i mesi di luglio e di agosto, sia sempre Arvedi a contribuire alla prosecuzione dell'attività dello stabilimento pagando di tasca propria l'acquisto delle materie prime. In attesa che i sei mesi d'affitto prendano il via, posto che la partenza potrebbe avvenire comunque anche prima del 15 ottobre, cioè a settembre, a metà o alla fine del mese. «Una riunione estremamente importante», così ha definito il vertice romano nel pomeriggio di ieri Debora Serracchiani, affiancata nella capitale dall'assessore alle Infrastrutture Mariagrazia Santoro e da tecnici dell'amministrazione regionale. «Il governo ha risposto con grande prontezza alla richiesta della Regione di convocare questo tavolo - ha rilevato la governatrice - e sono soddisfatta per aver ottenuto un primo passaggio formale, decisivo per iniziare a lavorare sull'Accordo di programma». Nel dettaglio sono stati approfonditi «gli aspetti dell'impegno di Arvedi in relazione alla priorità della messa in sicurezza permanente del sito - ha aggiunto la presidente della Regione -, e abbiamo cominciato ad analizzare la titolarità, gli strumenti e le risorse necessarie per intervenire in vista di una continuità produttiva della Ferriera finalmente compatibile con l'ambiente. Naturalmente il percorso iniziato dovrà poi svilupparsi e la sua complessità richiederà il coinvolgimento dei ministeri delle Infrastrutture e dell'Economia, ma soprattutto - ha concluso Serracchiani - costanza e determinazione da parte di tutti i soggetti». «Siamo fiduciosi che questo primo passo possa contribuire a realizzare in tempi rapidi il progetto Arvedi sul sito», ha osservato dal canto suo Francesco Rosato. Alle istituzioni, Arvedi chiede in particolare due interventi - da inserire nell'Accordo di programma - nell'area: la messa in sicurezza dei terreni e dell'acqua di falda, e il prolungamento della banchina demaniale davanti alla cokeria. Una volta informato dell'esito dell'incontro, il sindaco Roberto Cosolini non ha fatto mistero della propria soddisfazione: «Un bel passo avanti - le parole del primo cittadino -, ci si è impegnati a definire un cronoprogramma con una tempistica stringente per gli interessi di tutti. È importante che la soluzione del tema ambientale sia la base di un'intesa fra le parti. Su partite strategiche per il futuro della città, quali Ferriera e Porto, il Comune di Trieste trova nel rapporto con la Regione il passo necessario e si sente davvero capoluogo di regione, cosa che - la sottolineatura di Cosolini - non accadeva da anni». Intanto, il coordinatore locale di Fare Ambiente, Giorgio Cecco, interviene così sulla trattiva Arvedi: «Auspichiamo che prima di qualsiasi decisione sia fatta chiarezza sugli interventi per la tutela ambientale e la salute pubblica». ©RIPRODUZIONE RISERVATA