Le ultime parole di Margherita Hack

«Doveva chiamarsi "A casa di Margherita". È diventato "La stella infinita", in ricordo di lei che non finirà mai». Il 29 giugno Igor Damilano e Cinzia Lacalamita si trovavano a Roma per il montaggio della videointervista realizzata a Margherita Hack due settimane prima, quando furono raggiunti dalla notizia della sua morte. Pubblicata in forma integrale dalla casa editrice Aliberti, "La stella infinita" (pagg. 96, euro 9) è uscita ieri nelle librerie e viene presentata oggi, alle 18, alla Libreria Feltrinelli di Trieste, in via Mazzini, alla presenza dei due autori. In queste settimane e nei mesi passati sono stati numerosi i contributi sulla figura del direttore del nostro Osservatorio astronomico dal 1964 al 1987, rafforzando in tutti noi l'idea che oltre allo spessore dello scienziato di fama internazionale, c'era in lei la stoffa dell'intellettuale a tutto tondo. Della persona integra e mai disposta ai compromessi, di un esempio forte di coerenza, che sapeva esprimere sempre con schiettezza priva di retorica. Cinzia Lacalamita ne aveva conosciuto l'impegno e la generosità quando stava lavorando a un importante testo contro la violenza sulle donne. Il contributo della Hack era stato fermo e lucido come era nel suo stile. Da qui era nata un'amicizia nella quale Igor Damilano si è inserito con la sua freschezza e irriverenza. E' stata una buona idea pensare di iniziare la lunga intervista chiedendo all'anziana astrofisica se è poi vero che i comunisti mangiano i bambini. A lei che era stata candidata nel 2005 alle regionali in Lombardia per il Partito dei Comunisti Italiani. E che per di più è da sempre vegetariana. Per non parlare della pubblica lettura dell'oroscopo del giorno, segno dei Gemelli, a lei che faceva parte del Cicap, il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale. L'intervista si svolge con estrema fluidità una volta stabilito che Igor Damilano è la persona giusta per stuzzicare la sagacia tutta toscana della Hack. Si può scherzare ma c'è anche molto spazio per raccogliere le riflessioni sulla improbabile esistenza di Dio, sulla morte, da affrontare senza paura sulla scorta di Epicuro, ben consapevole delle conseguenze del rifiuto di sottoporsi a un intervento cardiaco, considerato un accanimento terapeutico. E ancora lo sdegno per la attuale situazione politica italiana, direttamente affrontata nel suo ultimo scritto "L'Italia che vorrei" al quale stava lavorando proprio in quei giorni di giugno. A 91 anni ancora fiduciosa nel futuro. Elena Dragan