La Ue furiosa con gli Usa Der Spiegel: «Italia spiata»

ROMA Berlino parla di un clima da guerra fredda, Parigi usa l'espressione «inaccettabile», Bruxelles chiede «immediate spiegazioni», mentre il settimale tedesco Der Spiegel rivela che anche l'Italia era tra i Paesi spiati dall'agenzia americana Nsa attraverso il programma Boundless Informant, anche se in misura minore rispetto alla Germania. Lo scandalo Datagate cala come una mannaia sui rapporti tra Stati Uniti ed Europa, spegnendo sul nascere le trattative avviate durante il G8 per la costruzione dell'area di libero scambio più grande del mondo. Il gelo scende tra gli alleati dopo le rivelazioni bomba dello Spiegel on line, sabato scorso, sulla gigantesca rete di spionaggio lanciata dalla Nsa sui cittadini europei e sui loro leader, informazioni basate su nuovi documenti della "talpa" del Datagate, Edward Snowden, l'ex analista statunitense in fuga dopo l'esplosione dello scandalo e bloccato da giorni all'aeroporto di Mosca in attesa di una risposta alla sua richiesta di asilo politico all'Ecuador. «Abbiamo chiesto alle autorità americane spiegazioni sulle informazioni stampa, hanno detto che ne verificheranno l'esattezza» scrive in un comunicato la Commissione europea. «Risponderemo attraverso canali diplomatici» fa sapere Washington. Niente commenti pubblici. Ma davanti al visibile imbarazzo degli Usa nel giustificare con le esigenze dell'antiterrorismo la violazione della privacy di milioni di cittadini e delle loro istituzioni, Viviane Reding, vicepresidente della Commissione Ue, va all'attacco: «I partner non si spiano. Non possiamo negoziare un mercato transatlantico se c'è il minimo dubbio che i nostri partner fanno attività di spionaggio negli uffici dei nostri negoziatori». Le reazioni più dure si registrano in Germania, dove la procura federale sta valutando le informazioni sulla massiccia attività di spionaggio relativa ai programmi Prism, Tempora e Boundless Informant. «Se le notizie saranno confermate, la vicenda ricorda l'atteggiamento che si teneva tra nemici durante la guerra fredda – commenta il ministro della Giustizia, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger – è inconcepibile che i nostri amici negli Usa considerino gli europei nemici». La Germania, secondo lo Spiegel, sarebbe il Paese più controllato d'Europa, dieci volte più della Francia, perché considerata un obiettivo maggiormente sensibile al terrorismo internazionale: sotto la lente d'ingrandimento, in particolare Francoforte, sede della Bce, della Bundesbank e dei maggiori istituti di credito tedeschi. Secondo lo Spiegel, l'Nsa avrebbe controllato mediamente ogni giorno 20 milioni di collegamenti telefonici e 10 milioni di dati internet. «Questi fatti, se confermati, sarebbero del tutto inaccettabili» ha tuonato il ministro degli Esteri francese Laurant Fabius, mentre la collega Christiane Taubira, titolare della Giustizia, ha parlato di «atto di ostilità inqualificabile». Per protestare contro i programmi di sorveglianza della Nsa e la violazione dei diritti civili i cittadini americani scenderanno in piazza in cento città il 4 luglio. Il destino di Snowden, intanto, resta appeso alle decisioni di Mosca: ieri il presidente ecuadoregno Rafael Correa ha affermato che «dipende dalle autorità russe se Snowden può lasciare l'aeroporto per raggiungere l'ambasciata», mentre il fondatore di Wikileaks Julian Assange, che segue da vicino il caso, ha definito «inaccettabile» il no degli Usa all'asilo in Ecuador e ha annunciato a breve nuove rivelazioni. (m.r.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA