È in arrivo l'indagine estiva dei detective di casa Sellerio

MILANO Abbandonati sciarpe e cappotti, lontani dalle atmosfere alcoliche e un po' deprimenti delle feste di fine anno, gli investigatori di casa Sellerio, professionisti o dilettanti che siano, a Ferragosto vanno (o non vanno?) in vacanza. Nel giorno che segna il culmine del caldo, finalmente si rilassano. Ma è una illusione di breve durata, perché l'imprevisto è dietro l'angolo e non possono proprio fare a meno di occuparsi del caso che capita loro improvvisamente. Come leggeremo, dal 1° luglio, nella raccolta "Ferragosto in giallo" (pagg. 348, euro 14,00). Salvo Montalbano di Camilleri ha scelto di restare a Vigàta e pure Livia è venuta a trovarloi, mentre Petra Delicado e Fermín Garzón, gli antieroi picareschi di Alicia Giménez-Bartlett, separatisi per la vacanza con i rispettivi coniugi, si ritrovano loro malgrado a sudare per le ramblas di Barcellona. L'irresistibile quartetto dei vecchietti di Malvaldi non cambia le proprie abitudini e neanche a Ferragosto si schioda dal BarLume, punto d'inizio e fine di ogni indagine. Neppure Eugenio Consonni (creatura di Francesco Recami) si riposa il 15 agosto, infatti è rimasto a vigilare sulla casa di ringhiera e, insieme a lui, la professoressa Mattei-Ferri, tutt'altro che delusa dall'inedita intimità col tappezziere in pensione in una Milano più calda e umida che mai. Il vicequestore Rocco Schiavone, il poliziotto «preferibilmente fuorilegge» di Antonio Manzini, costretto a restare per servizio a Roma, non manca di mostrare le sue doti di intuito geniale. L'elettrotecnico Baiamonte - l'investigatore dilettante di Gian Mauro Costa - ha portato la sua Rosa in vacanza a Menfi, ma la «Lupa», la nebbia bassa che ricopre la costa della Sicilia che guarda l'Africa nei giorni più torridi, nasconde qualche segreto e Baiamonte messe da parte le romanticherie avrà il suo da fare. Ancora una volta i personaggi letterari che hanno conquistato i lettori si ritrovano attorno a un problema, un caso, un delitto, in un giorno particolare, quello di Ferragosto appunto. Non è importante solo l'intrigo, ma i protagonisti, spogliati da ruolo e immessi nella comune situazione di persone qualunque.