La crisi colpisce Ikea Per la prima volta fatturato giù in Italia

«Negli Autogrill si vedono dati relativi ai consumi che non si vedevano dal dopoguerra»: lo ha detto Alessandro Benetton, presidente dell'omonimo gruppo e numero uno di 21 Investimenti, nel corso di una tavola rotonda presso il nuovo punto vendita Pittarello Rosso di Legnaro in provincia di Padova, di cui la società di investimenti è azionista di riferimento dal luglio 2011. Il riferimento ad Autogrill, controllata indirettamente da Edizione, finanziaria che fa capo alla famiglia Benetton, è stato citato dall'imprenditore come tester dell'attuale crisi economica, ma non è stato tradotto in cifre. Alessandro Benetton si è limitato a precisare: «La società è quotata, non posso fare anticipazioni». Per Autogrill si parla da tempo di un piano che prevede la scissione delle attività food & beverage. MILANO La crisi economica non lascia indenne neanche il colosso svedese. Bilancio in perdita per l'Ikea Italia, che per la prima volta con 1,6 miliardi di fatturato,registra un calo del 2,6% nel 2012 rispetto all'anno precedente. In controtendenza il settore dell'alimentazione che invece cresce dell'1,9% (94 milioni fatturato). Sono alcuni dei dati presentati da Lars Petersson, amministratore delegato Ikea Italia, che ha sottolineato la volontà dell'azienda di preservare i livelli occupazionali nonostante i numeri del bilancio. «La ricaduta economia e sociale del gruppo Ikea in Italia coinvolge oltre 2.500 imprese, nel settore dell'arredo oltre 1 miliardo di euro di acquisti e oltre 6000 dipendenti di cui l'89% assunto a tempo indeterminato. Direi che sono tutti dati significativi di questi tempi e che danno un contributo importante all'economia italiana», ha detto Petersson nel giorno in cui è stato presentato il report ambientale e sociale del gruppo svedese, che ha anche ann(dal 15 aprile) della commercializzazione delle polpetteunciato il ritorno in Italia. «Nell'esercizio chiuso lo scorso 31 agosto - aggiunge - abbiamo registrato un fatturato in calo del 2,6% e in quello attuale, nonostante ci sia lo spazio per un recupero, temo un ulteriore decremento. Tuttavia, a testimonianza della nostra competitività, c'è il fatto che i concorrenti subiscono cali superiori, infatti la nostra quota di mercato è passata dal 7,9% all'8,4%. Siamo ancora piccoli in Italia, ma stiamo crescendo velocemente». Tra le prossime aperture, Petersson cita Pisa e il terzo negozio di Roma sottolineando come il gruppo svedese consideri l'Italia «un mercato strategico». «I nostri obiettivi - ha spiegato l'ad Petersson - riguardano la sostenibilità. Vogliamo fare un passo avanti in quella direzione» e questo sia aiutando i clienti a vivere una vita più sostenibile a casa, sia puntando all'indipendenza energetica, al risparmio delle risorse, alla raccolta differenziata. Tutti traguardi che hanno già scadenze precise, dal 2015 al 2020. In arrivo c'è già il 21esimo punto vendita italiano, dell'Ikea che aprirà a Pisa, tra circa un anno. Circa 7 mila i dipendenti in italia, che si sommano ai 5mila dell'indotto. L'89% dei 6.243 dipendenti Ikea sono assunti con contratti a tempo indeterminato, mentre è a part-time il 67% dei contratti, con un orario medio di circa 24 ore settimanali. Le donne sono il 58% e l'obiettivo è che i manager donna (attualmente al 44%) raggiungano questa percentuale. A maggio il gruppo svedese ha esteso alle situazioni di coppia di fatto dei dipendenti i benefit già previsti per le convivenze matrimoniali. Petersson ha ricordato la ricaduta economica e sociale del gruppo in Italia: nel solo settore dell'arredo oltre 1 miliardo di euro di acquisti, 53 impianti produttivi e 2.500 posti di lavoro; oltre 20 milioni e 500mila euro e 7.200.000 kg di merci per gli acquisti alimentari; circa 200 milioni di euro in acquisti di beni e servizi, con un indotto pari a 1.100 posti di lavoro nel settore trasporti e 1.600 nei servizi in outsourcing. Nel settore edile e della manutenzione dei punti vendita esistenti sono 80 le aziende italiane coinvolte, tra professionisti, imprese edili e fornitori con un fatturato pari a 18 milioni. (pcf)