Corno inquinato chiesto il "conto" alla Slovenia

di Francesco Fain Era il 24 settembre 2009. Scrivemmo: «Nova Gorica avrebbe dovuto realizzare il depuratore entro il 31 dicembre 2008». Molto acqua (è proprio il caso di dirlo) è passata sotto i ponti e dell'impianto ancora non v'è... traccia. Anzi, slitta ancora la sua realizzazione. Adesso si parla del 2015. Sì, fra tre anni sarà pronto: i lavori prenderanno il via l'anno prossimo e ci vorranno 24 mesi (o giù di lì) per la realizzazione. Di mezzo, poi, c'è una gara europea. Ecco perché sia l'assessore comunale Francesco Del Sordi che Irisacqua sono molto cauti: nutrono dubbi che, realmente, possa essere rispettata quella data perché una gara di questo tipo è elaborata, macchinosa, richiede una tempistica piuttosto dilatata. La commissione per l'idroeconomia Perché ne parliamo oggi? Perché si è riunita in Prefettura la commissione permanente mista italo-slovena per l'idroeconomia. Si tratta della riunione biennale della sessione plenaria: un appuntamento tradizionale e importante per fare il punto della situazione. «Ed è stata l'occasione, appunto, per parlare del realizzando depuratore - spiega Del Sordi -. Che dire? Sarei già contento se la Slovenia riuscisse a rispettare la scadenza del 2015 perché, con una gara europea di mezzo, il rischio è che i tempi si dilunghino ulteriormente». Ma la riunione è stata importante anche per un altro aspetto: l'amministrazione comunale, per conto della Regione, ha presentato il "conto" alle autorità slovene. I liquami, oggi, vengono inviati al depuratore di Gorizia, «e questa operazione costa mediamente 320mila euro all'anno. Abbiamo chiesto allo Stato confinante di farsi carico di questa spesa, sino a quando non sarà realizzato e attivato il nuovo depuratore a Nova Gorica». Risposte? Per ora, non ci sono. Ma, intanto, i conti sono stati fatti. Sicurezza delle dighe All'incontro (lo si apprende da una nota inviata dalla Prefettura di Gorizia), alle quale ha preso parte anche il prefetto Maria Augusta Marrosu, sono intervenute le delegazioni italiane e slovene guidate rispettivamente dal ministro planipotenziario degli Affari esteri Stefano Bonazzo e dal dottor Mitja Bricelj. «Nel corso dei lavori - si legge nel breve comunicato - sono state affrontate rilevanti questioni tra le quali i piani di gestione delle alluvioni per il bacino dell'Isonzo e del Timavo, lo stato di realizzazione del depuratore di Nova Gorica per le acque del torrente Corno e l'aggiornamento delle attività di gruppo sulla sicurezza delle dighe». «La riunione, svoltasi in un clima di grande cordialità e di ottima collaborazione fra le delegazioni partecipanti, ha consentito di raggiungere significativi progressi sul piano della gestione comune delle problematiche concernenti la sicurezza e la tutela ambientale dell'intero bacino dell'Isonzo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA