Gardaland soffre la crisi. E licenzia

Secondo Wikipedia il parco di Garda si è esteso su una superficie 4 volte maggiore di quella iniziale. Delle attrazioni con cui il parco debuttò nel 1975, ne rimane attiva solo una: TransGardaland Express, le restanti sono state tutte sostituite o modificate. Dovendo rispettare i vincoli paesaggistici che tutelano l'area del Lago di Garda, nel corso degli anni il parco ha abbattuto molte strutture antiquate per sostituirle. di Giovanni Tomasin wTRIESTE Chi l'avrebbe mai detto, anche il Brucomela soffre la crisi dei consumi. Il parco divertimenti di Gardaland, una sorta di Mecca per generazioni di bambini italiani, intende licenziare 63 dei suoi 250 dipendenti fissi (in estate arriva a occuparne 1200). L'ha annunciato l'azienda tramite un comunicato diramato nei giorni scorsi, in cui si annuncia la necessità di sfoltire il personale pur favorendo «al massimo un confronto approfondito e costruttivo con le Organizzazioni Sindacali in tempi ravvicinati, in modo da poter dare un quadro chiaro al personale interessato il prima possibile». La scelta, a fronte della «difficile situazione economica italiana ed i suoi pesanti riflessi per le famiglie» che ha impattato negativamente su Gardaland, è dettata dalla volontà di «di garantire una prospettiva di ulteriore crescita e sviluppo negli anni a venire e di continuare ad esaudire le aspettative sempre più elevate dei suoi visitatori». «L'attuale situazione negativa di mercato - spiega una nota - non riflette in alcun modo la grande qualità di Gardaland, nè l'impegno e l'entusiasmo di tutto il suo staff, nè il servizio eccellente offerto ai visitatori. Al contrario, oggi più che mai, Gardaland continua a rappresentare per milioni di persone molto più di un semplice svago giornaliero». Da quanto tempo il parco sia in difficoltà economiche non si sa. Eppure, sottolinea il Corriere del Veneto, nel 2009 sulle rive del Garda erano arrivati 3 milioni e 250mila visitatori: un vero e proprio record. Evidentemente negli anni successivi le difficoltà economiche delle famiglie hanno costretto molti genitori a non esaudire il tradizionale desiderio primaverile dei rampolli: «Quando andiamo a Gardaland?». A quanto pare la crisi colpisce il settore dei divertimenti a anche ai livelli più alti, se si considera che il parco gardesano è parte di un gruppo di profilo mondiale, il Merlin Entertainments, gestore tra gli altri di veri e proprio monumenti dell'intrattenimento come SeaLife, Legoland, il London Eye e il Madame Tussauds. Nel 2007, pochi mesi dopo l'acquisizione da parte del gruppo americano, la Cgil parlava dell'intenzione dei proprietari di confermare lo status del parco: «Alla luce di queste nuove partnership, Aldo Vigevani, direttore commerciale di Gardaland, conferma che il futuro del parco non subirà mutamenti sostanziali rispetto a quanto pianificato dall'attuale management», si legge in un comunicato sindacale del tempo. «L'aspetto più interessante di questa operazione sarà il risvolto internazionale che Gardaland andrà ad assumere - spiegava allora Vigevani - e le positive influenze che ciò comporterà sul mercato italiano con l'ingresso, nel giro di due-tre anni, di nuovi marchi e strutture come Legoland, paradiso dei bambini, e Sea life, che sono acquari caratterizzati da una forte animazione». Previsioni tutto sommato confermate dai buoni risultati degli anni successivi, ma che hanno dovuto subire il duro contraccolpo della crisi mondiale. Gardaland nasce nel 1975 per iniziativa dell'imprenditore lombardo Livio Furini, fulminato sulla via di Damasco dopo una visita al parco americano di Disneyland. La scommessa si rivela azzeccata e già negli anni '80 la struttura è diventata una delle realtà più importanti a livello europeo, restando tale fino a oggi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA