Bollani a tutto jazz esalta il Rossetti

TRIESTE Apertura festosa per la Società dei Concerti, in un Rossetti da tutto esaurito, dedicata a Lelio Luttazzi, che ha visto sul palco Stefano Bollani con il suo Danish Trio, ovvero con Jesper Bodilsen al basso e Morten Lund alla batteria. Jeans e camicia per il trio squisitamente jazz che ha regalato emozioni per circa due ore filate. Un viaggio che partiva dalle note di un pianoforte che venivano man mano sottolineate dal basso e movimentate dalla batteria, colto, piacevole e giocoso. Si sono susseguiti brani da Stone on the Water del Trio come "Don de Iludir" o "Asuda" ma anche una versione al limite dell'incredibile di "Billie Jean" , in mortem, come ha detto lo stesso Bollani. Molto suggestivo l'omaggio all' amico "musicista, performer, attore, autore Luttazzi" con le sue "Ma tu che vuoi", "Legato ad uno scoglio" e "Giovanotto matto" . E poi via di nuovo tra arie note come quel "Bugiardo incosciente" di Mina, tra mille giochi e sorrisi. Come succede negli spettacoli ben confezionati, tutto quello che sta sul palco viene utilizzato, e Bollani non si risparmia, arrivando a suonare una bottiglietta d'acqua o i suoi stessi vestiti. Ogni parte del pianoforte viene "suonata", non solo la tastiera, per non parlare del gioco con Lund e le sue bacchette che continuavano a scivolare da tutte le parti. Fare musica per gioco si può, ma fare della ottima musica, intrattenendo è una garanzia quando si tratta di Bollani. Una serata indimenticabile, che si è chiusa con "There will never be another you" prima di un bis richiestissimo con "Storta Va", che ha entusiasmato il pubblico di tutte le età presente in sala. Sara Del Sal