La Slovenia vende due miliardi di debito

di Mauro Manzin wLUBIANA Non c'era altro da fare per evitare la bancarotta, che le casse dello Stato si prosciugassero. E così, come peraltro trapelato alcuni giorni fa, il governo sloveno ha emesso obbligazioni per 2,25 miliardi di dollari (circa 1,73 miliardi di euro). L'operazione è stata gestita per il ministero delle finanze daa Bnp Paribas, Deutsche Bank e Jp Morgan. Tenuto conto dello sconto gli investitori hanno pagato 98,49 dollari per 100 dollari di debito pubblico sloveno al tasso del 5,7%.«Questo tasso - spiega al Delo il consulente finanziario Andraž Grahek - è alquanto più basso rispetto a un mese fa e rispecchia il fatto che l'opzione è decennale, la situazione in casa nostra con il buco nei conti pensionistici e la crisi del sistema bancario. L'impressione è che a qualcuno le finanze pubbliche della Slovenia siano meno stabili di quelle italiane e spagnole». «Se la Banca centrale europea non avesse avuto sul suo tavolo la supervisione delle operazioni sul mercato dei titoli di Stato, se l'Ue non avesse approvato le decisioni relative all'unione bancaria e al meccanismo di stabilità dell'euro sicuramente il tasso delle obbligazioni appena emesse dalla Slovenia difficilmente sarebbe stato inferiore al 6%». E pensare che la Slovacchia, con cui si raffronta spesso la Slovenia, la scorsa settimana ha pure emesso titoli di Stato decennali ma la tasso del 3%. Gli esperti di finanza sloveni sono critici nei confronti della decisione del governo tanto da giudicare l'emissione di obbligazioni da parte dello Stato un buon affare ma non per la Slovenia. Il fatto è, affermano alcune fonti di Borsa slovene, che abbiamo solamente testato il mercato statunitense, sarebbe stato più opportuno emettere obbligazioni triennali, non decennali e se queste fossero andate esaurite allora si sarebbe potuto fare un'altra offerta. Ma sotto processo non è solo la decennalità dell'emissione ma anche l'ammontare che in pochi giorni dai previsti 1,5 miliardi di dollari è salito fino a 2,25 miliardi. Eppoi i tassi odierni sono ancora molto alti e l'emissione doveva avere durata minore per non essere costretti a pagare tassi così alti per un così lungo periodo di tempo. Sul piano politico, dopo l'ultimo vertice europeo, il premier Janez Janša ha puntato il dito accusatore contro le opposizioni ree di non aver accettato di inserire nella Costituzione il pareggio di bilancio e aver costretto, così operando, la Slovenia a pagare un prezzo di indebitamento superiore del 20-25%. «Inserire il pareggio di bilancio nella Costituzione - ha detto Janša - non ci sarebbe costato niente e avrebbe fatto risparmiare alle nostre casse qualcosa come una decina di milioni di dollari nell'operazione di emissione di titoli. Il premier ha altresì precisato che la Slovenia con l'emissione in dollari si conquisterà un ulteriore spazio di manovra affinché le decisioni che sono state prese inizino a dare i loro frutti. Il presidente del gruppo parlamentare dei socialdemocratici (opposizione), Janko Veber ha invece sostenuto che l'operazione costituisce l'indebitamento a più caro prezzo sui mercati esteri della storia del Paese. Secondo il deputato poi è stato un errore anche emettere le obbligazioni in dollari. Il differenziale di cambio tra la divisa americana e l'euro, in dieci anni, secondo Veber può determinare un costo aggiuntivo di 300 milioni di euro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA