Spending, conto alla rovescia per il ricorso alla Consulta

Dopo una serie di audizione, la II Commissione consiliare ha approvato il disegno di legge proposto dall'assessore Federica Seganti sulla valorizzazione delle strutture alpine. Favorevoli Pdl, Lega, Udc e Misto, contrari Pd e Sinistra Arcobaleno. Il testo si compone di 17 articoli che mettono in evidenza, tra gli altri aspetti, i ruoli e i compiti del Cai. Prevista poi l'istituzione dell'elenco delle strutture alpine regionali e la predisposizione della cartografia delle strutture alpine e . Il disegno di legge regola poi la segnaletica, disponendo che tutte le strutture registrate nell'Elenco siano segnalate in modo omogeneo, istituisce il nuovo Comitato per le strutture alpine regionali con funzioni consultive e di valutazione e fissa il programma per le manutenzioni. di Marco Ballico wTRIESTE Nel menu di giunta spuntano le comunicazioni di Renzo Tondo. Il governatore confermerà l'intenzione della Regione di andare allo scontro davanti alla Consulta con il governo Monti sulla spending review. Un passaggio che però, anticipa il presidente della Regione, verrà formalizzato nella prossima seduta non appena sarà stato completato il lavoro di ricognizione delle varie direzioni regionali interessate. La giunta ha infatti impartito i «compiti per casa» distribuendo ai diversi uffici l'incarico di valutare caso per caso la portata del ricorso. Quando il quadro sarà definitivo, la prossima settimana, la giunta farà scattare immediatamente il ricorso alla Corte costituzionale. Ma la decisione è ormai presa: la spending review, in tutti i passaggi penalizzanti nei confronti del Friuli Venezia Giulia, non può passare. Nel mirino della Regione ci sono innanzitutto i tagli alla spesa, che si aggiungono alle mazzate già subite con il ministro Tremonti e alla quota di 370 milioni di euro concordata nella partita del federalismo fiscale. Si tratta di un paio di miliardi nel prossimo triennio: come dire che nella prossima legislatura l'unico compito sarà quello di limitare i danni, altro che rilancio dell'economia e crescita. Ma dell'operazione dimagrimento imposta da Roma non convincono nemmeno altri passaggi. Ci sono pure le società partecipate a rischio e più in generale l'intromissione del governo nelle competenze primarie dell'amministrazione regionale: per lo "speciale" Friuli Venezia Giulia qualcosa di indigeribile. Non solo in tema di Province – questione su cui già mesi fa è partito il ricorso alla Corte, con la il Consiglio regionale che pretende di approvare una sua riforma degli enti locali – ma anche di sanità: la Regione, che gestisce il servizio sanitario in totale autonomia, dovrebbe contenere la spesa per una ventina di milioni già quest'anno e versare quella cifra a Roma. Una richiesta, l'ennesima, che il Friuli Venezia Giulia considera inaccettabile. Non ci dovesse essere un'intesa almeno in questo senso, ha dichiarato Ferruccio Saro, si dovrà pensare a restituire provocatoriamente allo Stato le deleghe. Tondo relazionerà oggi pure sulla Sissa di Trieste in merito all'individuazione di un membro esterno del consiglio di amministrazione, mentre Elio De Anna informerà i colleghi su un incarico dirigenziale nella direzione centrale Cultura. Tra le altre delibere, Luca Ciriani porterà integrazioni alle voci di spesa dell'assestamento del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2012 del fondo regionale per la Protezione civile, ancora De Anna un'analoga documentazione sull'Azienda speciale Villa Manin, Roberto Molinaro il regolamento su criteri e modalità per la concessione di contributi per attività convittuale per gli studenti universitari e un secondo regolamento per le case dello studente. L'assessore centrista si occuperà inoltre delle misure dei benefici sulle rette nei servizi per la prima infanzia (l'annata è il 2011-2012) e del regolamento per l'insegnamento del friulano. Infine Sandra Savino, assessore alle Risorse finanziarie, chiederà l'approvazione del rendiconto finanziario per l'esercizio 2011 del fondo di rotazione per la stabilizzazione del sistema economico regionale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA