Viaggi facili con "BalkanViator"

di Stefano Giantin wBELGRADO Zagabria-Skopje, 18 ore di treno per poco più di 800 chilometri. Pristina-Belgrado? Nessun aereo copre la tratta dai tempi della guerra del 1999. Lubiana-Belgrado in aereo? Minimo 250 euro a biglietto. Lo stato dei trasporti nei Balcani è rivelatore. Dopo l'implosione della Jugoslavia, viaggiare da una città all'altra nella regione, in treno o aereo, rischia di trasformarsi in una battaglia impari contro arcigni bigliettai, treni lentissimi, esose compagnie aeree. Esclusa l'auto, rimane il vecchio pullman, il mezzo pubblico più usato nella regione. Ma anche qui emerge un problema: come conoscere gli orari e prenotare un biglietto, se spesso le varie compagnie nazionali non sono collegate tra loro? A ricreare uno "spazio comune", una piccola Jugoslavia dei trasporti, ci ha pensato un team di amici – un turco, due belgradesi, due sarajevesi, uno scozzese e tre giovani di Prizren -, che ha creato su Internet "BalkanViator". Un portale sul Web che promette di «portare benefici all'intera regione, rendendo facilmente disponibili», grazie a un aggiornato database, «dati e informazioni sul trasporto pubblico». Portale che, via motore di ricerca interno, s'impegna a rispondere a domande che chi vive o viaggia nei Balcani, almeno una volta, si è posto. «Quando parte il bus da Prizren a Skopje?», «che numero usare per chiamare un taxi a Novi Sad?», «potrei trovare un passaggio in auto verso Makarska?». Perché BalkanViator permette anche di fare "carpooling", offrire posti in macchina ad altri viaggiatori per dividere le spese. Idea ottima, segno che la "Jugosfera", un concetto che va oltre i confini degli Stati nati dal collasso dell'ex Jugoslavia, esiste veramente. Un'idea, racconta uno dei promotori dell'iniziativa, Matija Biljeskovic, ingegnere 28enne, «nata dopo aver trascorso tre mesi a Vienna in cerca di lavoro». Osservare la «buona organizzazione del sistema di trasporti» austriaco gli ha fornito l'ispirazione. «Dopo essere tornato a Belgrado, volevo viaggiare a Zagabria, Sarajevo, Prizren, la mia città natale. Ed era estremamente difficile conoscere gli orari dei pullman, usando differenti siti Web. Così ho parlato con Fraser», Fraser Gibson, scozzese, un altro degli ideatori del portale, «e dopo un anno il progetto è partito». Un progetto, quello del database dei "trasporti balcanici", che è da poco on-line ma è già molto visitato, specifica Biljeskovic, che aggiunge poi di essere in cerca di investitori e collaboratori, in particolare da Italia e Germania. Nel frattempo, vale l'augurio dei promotori dell'iniziativa ai viaggiatori: «Piacevoli mattini, venti pacifici e strade sicure». ©RIPRODUZIONE RISERVATA