Fondi europei, ecco "Smart City"

di Riccardo Coretti Comune, Autorità portuale, Camera di commercio, Provincia, Ezit e Comune di Muggia: tutti assieme appassionatamente per decidere senza contraddizioni sullo sviluppo della città, ma anche per costituire un fronte unico nelle richieste di Fondi europei. Sono partite nei giorni scorsi le lettere firmate dal sindaco Roberto Cosolini per proporre agli altri interlocutori istituzionali del territorio la formazione di una vera e propria associazione, che si chiamerà probabilmente Trieste Smart City, pronta ad essere allargata alle altre realtà del territorio. Quale saranno le risposte delle istituzioni contattate? E' lecito chiederselo, per una proposta che sembra l'uovo di Colombo, una soluzione semplice e logica al problema della mancanza di risorse e dello scarso collegamento tra realtà di uno stesso territorio, ma che nessuno ha mai messo in atto. L'idea, ricalcata da altre città italiane ed estere, segue le indicazioni dell'Unione europea lungo 6 aree di interesse: economia, mobilità, ambiente, persone, qualità della vita e governance. Un territorio può essere definito "smart" quando concentra i suoi sforzi di sviluppo nel capitale umano e sociale, nei trasporti e nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, nella gestione oculata delle risorse naturali e nella promozione di una governance partecipativa. Non è un caso che la proposta arrivi dopo che il Comune di Trieste - anche a seguito degli incontri con enti e associazioni – ha definito la bozza del Piano strategico per individuare gli assi di sviluppo del territorio triestino. Con riferimento al programma del sindaco, sono state indicate quali risorse il mare e la conoscenza, e quali parole chiave "porto commerciale e passeggeri", "innovazione e ricerca" con loro trasferimento sul comparto produttivo, "conservazione e valorizzazione" del patrimonio ambientale e culturale, "qualità della vita" e "turismo". Quali dovrebbero essere, con riferimento pratico alla burocrazia e alla realtà di tutti i giorni, i compiti della nuova associazione? Innanzitutto promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio triestino attraverso una pianificazione strategica, ma anche individuare il processo e l'agenda di trasformazione per rendere Trieste una città "intelligente", in grado di offrire ai propri cittadini un miglioramento della qualità della vita, coniugando la salvaguardia dell'ambiente e la crescita economica. Il tutto con progetti e iniziative coerenti con il Piano regolatore generale comunale, il Piano regolatore portuale, il Piano generale del traffico urbano, il Piano del trasporto pubblico, il Piano di azione per l'energia sostenibile, il Piano di zona del sociale, il Piano dell'offerta educativa, adottati o in via di adozione dal parte delle amministrazioni. Una seconda fase dell'iniziativa, infatti, prevede il coinvolgimento degli altri Comuni del Carso e poi dell'Università, dell'Area Science park, della Sissa, del Bic, quali interlocutori scientifici, e l'Azienda sanitaria e l'Ater, quali già interlocutori nel Piano regolatore del sociale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA