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Inchiesta Finmeccanica interrogato Tremonti

ROMA Tre ore di interrogatorio. Il pool dei magistrati napoletani che indaga su Finmeccanica ha ascoltato ieri come testimoni l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti e l’amministratore delegato di Fata (società del gruppo Finmeccanica), Ignazio Moncada. I pm Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock punterebbero ora a verificare l’esistenza di un «sistema», ovvero di un gruppo di personaggi influenti in grado di orientare e condizionare le strategie della holding finita al centro di una delicata vicenda giudiziaria. L’iniziativa degli inquirenti è stata adottata all’indomani della perquisizione a Torino della casa e dell’ufficio di Moncada dove sono stati sequestrati documenti e appunti ritenuti di interesse sotto il profilo investigativo. E forse proprio qualche elemento emerso dai primi accertamenti è all’origine della convocazione di Tremonti. Gli argomenti affrontati ieri sarebbero stati soprattutto il «sistema» di cui si parla in una intercettazione ambientale e i rapporti con il presidente e ad di Finmeccanica, Giuseppe Orsi. L’intercettazione è quella di un colloquio del 23 maggio scorso tra l’ex presidente dello Ior, Scotti Tedeschi, e Orsi in cui si faceva riferimento a un gruppo di potere che sarebbe sceso in campo per difendere Orsi finito nel mirino degli inquirenti. Intanto per le presunte irregolarità negli appalti Enav, la procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex amministratore delegato della società Selex Sistemi Integrati, Marina Grossi, moglie dell’ex presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini, e per altre cinque persone. Si tratta del filone d’inchiesta relativo alla presunte tangenti che Ilario Floresta, espressione del Pdl all’interno del Cda dell’Ente nazionale per l’assistenza al volo, avrebbe ricevuto tra il 2009 e il 2010 per garantire l'affidamento a Selex (sempre gruppo Finmeccanica) dell'appalto per l'implementazione del sistema radar Ads-B che consente di monitare il tracciato deli aerei in arrivo. I pm hanno chiesto il rinvio a giudizio anche per lo stesso Floresta, per l'ex amministratore di Print Sistem, Tommaso Di Lernia, per l'ex amministratore di Arc Trade, Marco Iannilli, per l'ex consulente esterno di Finmeccanica, Lorenzo Cola, e per l'ex direttore commerciale di Selex, Manlio Fiore. Per l’accusa Floresta avrebbe ricevuto la promessa di ricevere mensilmente 15 mila euro, incassando anche circa 300 mila euro per acquistare una casa in Egitto a El Gouna (Hurghada). Non solo: gli sarebbe stata promessa anche una commessa per una società nella quale lavorava il figlio.