Posti letto, beni e farmaci Sanità ancora nel mirino

ROMA Il fondo sanitario nazionale viene tagliato di tre miliardi in due anni: un miliardo per il 2012 e due per il 2013. «Il livello del fabbisogno del servizio sanitario nazionale e del correlato finanziamento del servizio sanitario nazionale a cui concorre ordinariamente lo Stato - si legge nella bozza del dl sulla spending review - previsto dalla vigente legislazione, è ridotto di 1.000 milioni di euro per l'anno 2012 e di 2.000 milioni dal 2013. Le predette riduzioni sono ripartite fra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano secondo criteri e modalità proposti in sede di autocoordinamento dalle regioni e province autonome medesime, da recepire» entro «il 30 settembre 2012, con riferimento all'anno 2012 ed entro il 30 novembre 2012 con riferimento agli anni 2013 e seguenti». Scure anche sulle farmacie, dall'entrata in vigore del decreto «l'ulteriore sconto dovuto dalle farmacie convenzionate (...) è rideterminato al valore del 3,65 per cento. Limitatamente al periodo decorrente dalla data di entrata in vigore del presente decreto fino al 31 dicembre 2012, l'importo che le aziende farmaceutiche devono corrispondere alle Regioni (...) è rideterminato al valore del 6,5 per cento. Per l'anno 2012 l'onere a carico del Servizio sanitario nazionale per l'assistenza farmaceutica territoriale (...) è rideterminato nella misura del 13,1 per cento». Mentre dal 2013 questo stesso tetto è ulteriormente abbassato all'11,5% «al netto degli importi corrisposti dal cittadino per l'acquisto di farmaci ad un prezzo diverso dal prezzo massimo di rimborso stabilito dall'Aifa». Sono previsti poi, circa 30mila posti letto in meno negli ospedali pubblici italiani, con un rapporto di 3,7 posti letto per mille abitanti contro gli attuali 4,2. E ancora, taglio del 5% per l'acquisto di beni e servizi da parte della sanità pubblica. «Gli importi e le connesse prestazioni relative a contratti in essere di appalto di servizi e di fornitura di beni e servizi - dice il dl - con esclusione degli acquisti dei farmaci, stipulati da aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale, sono ridotti del 5 per cento; tale riduzione per la fornitura di dispositivi medici opera fino al 31 dicembre 2012». È prevista una rinegoziazione dei contratti qualora si rilevassero superiori ai prezzi di riferimento. In caso di mancato accordo, entro il termine di 30 giorni dalla trasmissione della proposta, «le Aziende sanitarie hanno il diritto di recedere dal contratto senza alcun onere a carico delle stesse, e ciò in deroga all'articolo 1671 del codice civile. Ai fini della presente lettera per differenze significative dei prezzi si intendono differenze superiori al 20 per cento rispetto al prezzo di riferimento».