«In Italia c'è una fabbrica Fiat di troppo»

UDINE La Friulco, azienda friulana di Povoletto (Udine), dichiarata fallita il 2 aprile dal Tribunale di Udine è stata acquistata dalla bergamasca Fluitek Orsenigo Valves di Bergamo. Friulco è specializzata in valvole complesse per produzione, trasformazione e distribuzione di energia elettrica. L' azienda lombarda è specializzata in valvole di alta ingegneria per l'industria petrolifera. Gli azionisti di Fluitek, tra cui il Gruppo Sices, attivo nell'impiantistica industriale con un fatturato annuo di oltre 200 milioni di e Mag/Sbi (Mecaer Aviation Group, Sviluppo Borgomanero) che progetta e produce sistemi e componenti per l'industria aerospaziale per un giro di affari annuo superiore ai 100 milioni di euro, hanno trovato nel Fvg forze finanziarie e sociali per sostenere l'operazione di salvataggio. La Banca Popolare di Cividale ha fornito le risorse finanziarie per la ristrutturazione con nuovi investimenti,contribuendo al rilancio delle attività. Dei 100 dipendenti Friulco, 20 riprendono subito l'attività. TORINO La Fiat ha una sovracapacità produttiva in Italia pari a uno stabilimento. Il mercato europeo rimarrà a questi livelli anemici per almeno 24-36 mesi e se il gruppo non sarà in grado di esportare per il mercato americano e quindi rendere i suoi stabilimenti competitivi con le esigenze di quel mercato l'azienda dovrà sacrificare un impianto. É stato molto chiaro Sergio Marchionne, a margine della presentazione della nuova 500L a Torino. Secondo l'amministratore delegato Fiat, «se si guarda la domanda c'è almeno uno stabilimento extra, bisognerebbe tagliarne uno. Fino a quando non riusciremo a trovare un accordo per mantenere un livello di tranquillità industriale e usare i nostri asset per esportare in America diventa molto ma molto difficile guardare agli stabilimenti italiani come risposta per il mercato europeo». Cosa significhi tranquillità Marchionne l'ha spiegato prendendo ad esempio il recente accordo per la produzione della Vauxhall (Gm) in Gran Bretagna che prevede 51 settimane lavorative, tre turni e sabato obbligatorio quando lo richiede il mercato. Marchionne ha poi confermato g li investimenti in Italia a seconda dell'andamento del mercato,«che non è mai stato così basso. Se avremo qualche cosa da dire su Mirafiori la diremo, per ora continuiamo a confermare». Intanto da oggi la Fiat inizierà la produzione nello stabilimento serbo di Kragujevac dove si produrranno 500-600 vetture l'anno. Lo ha annunciato il responsabile del brand Fiat Olivier Francois, nel corso della presentazione della nuova vettura a Torino. «La 500L è destinata ad essere leader - ha detto - del suo settore». Il lancio nei concessionari italiani partirà da settembre, da ottobre negli altri mercati Ue. In Italia sarà messa in vendita a partire da 15.550 euro. Lo stabilimento serbo è in grado di produrre fino a 600 al giorno, ne saranno prodotte 550 al giorno fino a fine anno. Nel 2013 arriveranno poi la versione americana, quella trekking e quella lunga a sette posti. Gli investimenti sono stati pari a un miliardo di euro. Francois non ha voluto indicare i target della vettura: «il mercato è molto incerto, imprevedibile», ha spiegato. La 500L - ha detto Francois - sarà commercializzata negli Usa nel secondo semestre del prossimo anno: puntiamo molto sulla versione trekking, crossover in versione familiare. Anche il modello per gli Usa arriverà dalla Serbia. Il pubblico a cui si rivolge - ha spiegato - è quello tradizionale della 500: giovani, donne, famiglie. Intanto Fiat stringe i legami con gli Usa. Il gruppo ha esercitato l'opzione di acquisto da Veba su una quota del 3,3% di Chrysler e sale al 61,8% del capitale del gruppo Usa. Il perfezionamento dell'operazione è atteso nelle prossime settimane. Fiat ha comunicato a Veba la volontà di esercitare la sua opzione di acquistare una parte della partecipazione detenuta in Chrysler. Questo esercizio riguarda la prima tranche del capitale di Chrysler oggetto dell'opzione e si riferisce a circa il 3,3% del capitale di Chrysler. Nel complesso il Lingotto potrà acquistare il 3,3% delle azioni controllate dai sindacati ogni sei mesi fino al 2016. Se Fiat esercitasse sempre l'opzione salirebbe all'88,2% del capitale prima di lanciare l'eventuale Opa totalitaria. Fiat - spiega la casa torinese - pagherà un prezzo di esercizio determinato secondo gli accordi tra le parti sulla base di un multiplo di mercato (non eccedente il multiplo di Fiat) applicato all'Ebitda di Chrysler degli ultimi quattro trimestri, meno il debito industriale netto.