Marta Cuscunà e i silenzi delle donne

di Margherita Reguitti Individua e fa riemergere dal passato segni della contemporaneità il nuovo lavoro dell'attrice e drammaturga goriziana Marta Cuscunà dal titolo "La semplicità ingannata. Satira per attrice e pupazze sul lusso d'esser donne" che sarà presentato mercoledì 27 al Parco della Zucca di Bologna nell'ambito della rassegna "Dei teatri, della memoria", organizzata per ricordare il 32.o anniversario della strage di Ustica, alla quale partecipano i vincitori del concorso Scenario per Ustica dedicato al teatro giovane d'avanguardia. Premio assegnato nel 2009 al lavoro della Cuscunà "E' bello vivere liberi". L'anteprima di questo nuovo spettacolo avrà la caratteristica di essere «una prova aperta alla presenza del pubblico», spiega l'autrice, e sarà seguita il 31 agosto dalla vera e propria prima assoluta prevista per Estate Festival di Bassano del Grappa. «Questa seconda tappa del progetto sulle resistenze femminili in Italia - spiega Marta Cuscunà - è un lungo e complesso lavoro di denuncia di stereotipi sull'essere donna oggi, prendendo spunto da figure e vicende che già nel Cinquecento rappresentarono modelli di emancipazione femminile». Il testo scritto dalla Cuscunà per il suo teatro attoriale e di pupazzi, fa riferimento al saggio "Lo spazio del silenzio" di Giovanna Paolin sulla monacazione forzata nel XVI secolo. I personaggi si ispirano a Arcangela Tarabotti (1604-1652) monaca-scrittrice veneziana che superò l'isolamento del convento attraverso la letteratura, e alle Clarisse di Udine che, in periodi cooevi, rivendicarono, incuranti delle potere dell'inquisizione, il diritto alla libertà di pensiero e di discussione dei dogmi maschili e della chiesa. «Per rendere in modo efficace un testo tratto da suggestioni del passato - spiega Marta Cuscunà - ho utilizzato una scrittura impostata su un rigoroso protocollo linguistico-drammaturgico, nel quale ad ogni personaggio e azione corrispondono dei lemmi precisi. Una tecnica che ho appreso seguendo l'insegnamento del maestro del teatro spagnolo contemporeneo José Sanchis Sinisterra». Il progetto è una promozione di Centrale Fies Factory che sostiene e promuove i lavori di artisti italiani under 35. «Io mi ritengo fortunata - afferma Marta Cuscunà - perchè grazie al sostegno della realtà trentina posso vivere con la serenità che il mio lavoro artistico viene riconosciuto anche economicamente. La precarietà del futuro e del lavoro, soprattutto per le donne, preclude scelte fondamentali come la possibilità di essere madre e esprime un modello femminile alternativo alle convenzioni. La condizione di cortigiana onesta del Cinqucento non è diversa dalla messa a disposizione oggi del corpo delle donne per ottenere denaro e potere». Dopo Bassano, lo spettacolo sarà in cartellone in diverse città e l'auspicio dell'autrice è la sua messa in scena al Comunale di Monfalcone nella prossima stagione teatrale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA