SCIENZA E FILOSOFIA NEI FUMETTI DI DYLAN DOG

di FABIO PAGAN "Quando, nella prima metà del Novecento, fisici del calibro di Niels Bohr, Werner Heisenberg o Erwin Schrödinger diedero inizio alla rivoluzione della meccanica quantistica, non avrebbero di certo immaginato che il loro lavoro avrebbe fornito alla letteratura fantascientifica uno dei suoi strumenti narrativi più potenti e di successo, cioè il concetto di universo parallelo. A voler essere precisi, tale nozione si deve soprattutto al lavoro di John Wheeler e Hugh Everett III, il quale effettuò la prima esplorazione ufficiale di questa idea". Gli universi paralleli rappresentano uno dei tanti percorsi che si dipanano nel labirinto degli albi a fumetti della serie dedicata a Dylan Dog, l'"investigatore dell'incubo" creato nel 1986 da Tiziano Sclavi e pubblicato da Bonelli. Personaggio che si muove in una Londra gotica con le sue manie e fobie, ma portatore di un discorso filosofico-esistenziale non banale. Lo esplora in dettaglio Roberto Manzocco, il giovane studioso e saggista friulano del fantastico che ha al suo attivo anche un Master in comunicazione della scienza alla Sissa di Trieste, in un ricchissimo volume (di lettura estremamente piacevole) uscito per le edizioni Mimesis nella collana "Il caffè dei filosofi" e intitolato "Dylan Dog. Esistenza, orrore, filosofia" (pagine 294, euro 22). Nella medesima collana erano già usciti anni fa altri due suoi saggi dedicati ad altrettanti telefilm americani che fanno parte della cultura popolare di alto livello: Twin Peaks e Lost. Anche in questa nuova indagine Manzocco penetra all'interno dei contenuti filosofici, scientifici e culturali, facilitato dallo sterminato gioco di specchi delle citazioni cinematografiche e letterarie che Sclavi e i suoi collaboratori (sceneggiatori e disegnatori) disperdono nelle avventure dylandoghiane: Eco e Borges, Dario Argento e Blade Runner, Nietzsche, Heidegger, Sartre... fino a Zygmunt Baumann, il profeta della "società liquida" (la cui presenza, tra l'altro, è annunciata nel programma provvisorio della prima edizione di Trieste Next, a fine settembre). Dylan Dog ha incontrato nelle sue tavole anche un altro personaggio di culto dell'universo bonelliano, Martin Mystère, il "detective dell'impossibile", che proprio quest'anno compie trent'anni. Chissà se Manzocco ha già pensato a dedicargli un prossimo saggio.