Dal Ricreatorio una "Jota primordiale" molto appetitosa

Si sono divertiti a pensarlo, poi a realizzarlo e alla fine, soprattutto, a raccontarlo ai "grandi". È stata un'esperienza straordinaria, «che speriamo di poter ripetere», hanno subito commentato, quella vissuta da dieci ragazzi fra i nove e i dodici anni frequentatori del ricreatorio De Amicis. Quella di fare un vero e proprio giornalino. E il nome che hanno scelto per intitolare questa loro prima fatica giornalistica esprime appieno la loro voglia di giocare imparando: "Jota primordiale", termine che «fa un chiaro riferimento al brodo primordiale e ai suoi componenti chimici - e' stato specificato - da cui avrebbero origine le prime molecole organiche della Terra». Beneficiando della collaborazione del Sissa Medialab di Trieste, di alcuni insegnanti e maestri, oltre che di qualche esperto di grafica, questi giornalisti in erba hanno intervistato scienziati e tecnici della Sissa, del Burlo Garofolo, dell'Istituto di oceanografia e geofisica sperimentale, del Sincreotrone, siti che sono stati visitati nel corso di appuntamenti di approfondimento. «Il percorso è iniziato a gennaio - ha precisato Antonella Grim, assessore per l'Educazione, presentando l'iniziativa - e adesso il giornalino sarà distribuito nelle scuole. L'operazione rientra nel contesto del progetto Catalyst, di livello europeo, che coinvolge 16 partner per 4 anni». «Il progetto è stato particolarmente importante - ha evidenziato Marina Degrassi, coordinatrice dello staff del ricreatorio De Amicis che ha assistito i bambini - perché gli adulti si sono messi a disposizione dei più piccoli i quali, attraverso il giornalino, hanno potuto evidenziare come vedono la realtà scientifica». Com'era giusto che fosse, al termine della presentazione del giornalino, che sarà ripetuta domani alle 17, al ricreatorio Toti, la parola è andata ai bambini. Hanno spiegato che «l'obiettivo era parlare della scienza, perciò ci siamo divisi i ruoli, chi ha fatto le foto, chi le interviste, chi le cronache. È stato un lavoro di predisposizione a tavolino prima delle visite - hanno continuato - per immaginare come si sarebbe potuta fare la rivista. Tutti i venerdì pomeriggio abbiamo dato vita a una riunione di redazione in ricreatorio. Dopo aver pensato inizialmente che sarebbe stato noioso - hanno tenuto a sottolineare - abbiamo cambiato idea». Ugo Salvini