31 maggio 2012 —
pagina 40
sezione: Cultura - Spettacolo
Una band nuova per Pat Metheny che torna in scena riprendendo il discorso da dove lo aveva lasciato negli anni Ottanta. Il chitarrista statunitense pubblicherà infatti il 12 giugno l’album ’Unity band’, ovvero il lavoro da studio che per la prima volta dopo trent’anni, e dall’album ’80/81’, riporta in scena il chitarrista con la formazione di un quartetto e accompagnato anche da un sassofonista. «Questo disco - ha raccontato Metheny, di passaggio a Milano - nasce dall’esigenza che ho sentito di documentare meglio la mia carriera. Sono stato impegnato per anni a cercare soluzioni musicali sempre alternative e questa volta ho provato a riprendere il discorso da quanto fatto qualche anno fa». di Roberto Canziani wVENEZIA Biennale 2.0. Si potrebbe chiamare così - con la formula che indica il più recente orizzonte della Rete - anche l’iniziativa che dilata a una più vasta platea i cartelloni dello spettacolo dal vivo che La Biennale di Venezia affianca alle Mostre del Cinema, dell’Architettura, delle Arti Visive . “Fourth Stage”, ovvero Quarto Palcoscenico, è la proposta che il presidente Paolo Baratta ha lanciato ieri a Roma durante la presentazione dei tre festival “dal vivo” che impagineranno la stagione estiva e autunnale in laguna. L’Arsenale della Danza (dall’8 al 24 giugno), il Laboratorio Internazionale di Arti Sceniche (dal 4 al 12 agosto) e l’atelier musicale Iannix (dal 6 al 13 ottobre), completati dai rispettivi cartelloni, troveranno sul Web un’ulteriore scena - il quarto palcoscenico appunto. Qui verranno fatte passare produzioni e opere pensate espressamente per il canale digitale, oltre a interviste, demo musicali dei compositori in programma, streaming dai più salienti eventi dei cartelloni, backstage degli allestimenti e delle prove, e tanto altro materiale. Costrette dalla crisi a ripensarsi soprattutto in termini economici, le performing arts, cioè gli spettacoli dal vivo, approfittano della sponda offerta dalle tecnologie digitali. Così - e il ragionamento non può essere che questo - si rafforzano i procedimenti creativi e si consolida un pubblico che, anche per il restringimento dei budget familiari, sembra aver ridotto la capacità di spesa destinata un bisogno (sempre alto, tuttavia) di cultura, soddisfazione intellettuale e sensoriale, curiosità ed esperienza del nuovo. I campi in cui si impegna La Biennale. Con gli interventi dei tre direttori di sezione (il brasiliano Ismael Ivo per la danza, il catalano Alex Rigola per il teatro e l’italiano Ivan Fedele per la musica) è stata quindi presentata l’ossatura dei tre festival “dal vivo”. Il più vicino è quello di Danza. Si aprirà l’8 giugno con la “Biblioteca del corpo”, spettacolo coreografato dallo stesso Ivo per i 25 giovani danzatori dell’Arsenale. A seguire, il più pensieroso e intuitivo dei coreografi italiani, Virgilio Sieni, debutterà con un nuovo lavoro, “De Anima”, ancora una volta a cavallo tra letteratura, filosofia, poesia. Da quel giorno in poi incessante sarà la serie dei nomi tutelari della danza contemporanea chiamati a illuminare la vetrina internazionale. Dallo scatenato fiammingo Wim Wanderkeybus (“Booty Looting”) all’essenzialista William Forsythe, dalla maestra americana Trisha Brown all’alchemico duo di corpo e voce nordici formato da Erna Omarsdottir e Valdimar Johnassonn. Fino all’étoile Sylvie Guillem (“6000 Miles Away”), cui verrà consegnato pure il Leone d’Oro per la danza (nella serata del 20 giugno). Più pacato, il teatro declinerà la formula secondo la quale a un’annata di festival si alterna un’annata di laboratori: questa del 2012. In agosto, li condurranno maestri come Luca Ronconi (lavorerà con cinque giovani registi su “Questa sera si recita a soggetto” e a lui andrà il Leone d’Oro per il teatro), Thomas Ostermeier, Jan Lauwers, Romeo Castellucci, Declan Donnellan. A tutti loro, il direttore di sezione Alex Rigola ha voluto affiancare come pedagoghi alcuni nomi dello spettacolo e della drammaturgia internazionale che meritano di essere apprezzati anche in Italia: il drammaturgo statunitense Neil LaBute, l’autore e regista argentino Claudio Tolcachir, e Gabriela Carrizo della compagnia belga Peeping Tom. Molto ricco (tre appuntamenti al giorno e oltre 60 novità in ascolto) sarà infine il Festival di Musica Contemporanea. Intitolato “Extreme”, nelle intenzioni del direttore Ivan Fedele “sarà dedicato a orientamenti che si contraddistinguono per un radicalismo estetico, alle regioni estreme del linguaggio musicale”. Un viaggio di otto giorni tra minimalismi e massimalismi del nostro tempo, che accosta il Leone d’Oro 2012, Pierre Boulez (protagonista del concerto d’inaugurazione, il 6 ottobre) e il violinista Irvine Arditti (con i “Freeman Etudes” di John Cage) alla generazione trentenne di Mario Caroli (“un Paganini del flauto”) e Simone Benvenuti (di nuovo alle prese con Cage, ma soprattutto con un’installazione di 50 percussioni sospese in aria). Tra le curiosità, gli otto contrabbassi di Ludus Gravis, formazione che riesce ad eguagliare un’orchestra intera. Da non trascurare il “Piano, violin, viola, cello” di Morton Feldman (eseguito dal Quartetto Klimt) e la prima italiana dell’opera “Fachwerk” della compositrice russa Sofija Gubajdulina, con l’Orchestra del Friuli Venezia Giulia La Biennale “dal vivo” 2012 sarà anche occasione d’apertura di un nuovo spazio performativo, situato nel complesso dell’Arsenale. Si chiamerà le Tese dei Soppalchi e trova posto accanto alle cinquecentesche Gaggiandre, i monumentali cantieri acquatici progettati dal Sansovino. ©RIPRODUZIONE RISERVATA