Centrale termoelettrica: progetto già in Confindustria

Nessun calcolo forfettario per il danno ambientale; nessuna responsabilità oggettiva; nessuna soluzione precostituita per la bonifica delle acque sotterranee. Sono i tre punti chiave del nuovo Accordo di programma sulla bonifica del Sin di Trieste, illustrato ieri dall'assessore regionale alla Programmazione, Sandra Savino, alle parti sociali. I rappresentanti delle imprese (Confindustria e Confartigianato) e dei sindacati hanno confermato la propria soddisfazione per l'accordo sottoscritto venerdì scorso in Prefettura fra le istituzioni locali e il ministro dell'Ambiente Corrado Clini. Presente all'incontro anche il l consulente giuridico del ministro Clini, Paolo Dell'Anno (in foto con Savino) che ha illustrato nel dettaglio i contenuti dell'Accordo e risposto alle richieste di approfondimento. di Claudio Ernè Si chiama Giuseppe Cagiati ed è nato 51 anni fa a Benevento, l'amministratore unico della "Investimenti industriali triestini srl", la società con sede a Roma che si ripromette di costruire a Opicina una centrale elettrica alimentata a biomasse. La "Iit srl" è stata fondata il 27 gennaio 2010 e secondo la banca dati di "Unioncamere", due sono i soci che hanno versato ciascuno cinquemila euro di capitale. Diecimila euro sono stati complessivamente versati contro i tre milioni che erano stati deliberati. Il primo dei due soci è la "All Real Estate srl" una società immobiliare che ha sede a Roma nello stesso palazzo di via Bruno Buozzi 83 che ospita la "Iit srl". La seconda è la "A&E immobiliare Sancilio Furio Valerio sas" con sede in via Andrea Bofile. Secondo l'atto di costituzione la "Iit srl" ha come scopo sociale la gestione, installazione, costruzione, avviamento, esercizio e manutenzione di centrali elettriche convenzionali e a energie rinnovabili, nonchè la gestione del mercato dei "certificati verdi". I "certificati verdi" - va precisato - rappresentano la struttura di incentivazione delle fonti rinnovabili nate dalla liberalizzazione del settore dell'energia decisa dal Decreto Bersani. La precedente normativa faceva capo alle leggi 9 e 10/91 ed al provvedimento CIP 6/92: a queste leggi viene riconosciuto il merito di aver fatto maturare nella collettività la consapevolezza che la produzione di energia rinnovabile o pulita non è uno slogan, ma rappresenta un punto focale dello cosiddetto "sviluppo sostenibile". Su questo mercato punta la "Iit srl" che sul proprio sito, ancor prima che le autorità cittadine fossero informate dell'iniziativa, scrive nero su bianco che «a Opicina nei pressi di Trieste la nostra società è impegnata nella trasformazione di un'antica fabbrica di vagoni in una centrale termoelettrica alimentata da fonti rinnovabili. Le antiche strutture ferroviarie, che distano sei chilometri dal porto, saranno riutilizzate per gli spostamenti di materiali. La posizione del sito permetterà di creare anche un moderno centro logistico portuale» L'area dell'antica fabbrica di vagoni è quella che fu occupata dalle officine meccaniche Laboranti. E' un sito a destinazione industriale posto tra la caserma del Piemonte Cavalleria e lo scalo ferroviario di Opicina Campagna. «Gli uffici tecnici comunali non hanno mai rilasciato alcuna autorizzazione a costruire una centrale elettrica su quell'area» ha affermato ieri il sindaco Roberto Cosolini. «Ho appreso poche ore fa la notizia di questa iniziativa dal Piccolo». Leggermente diversa la risposta dell'assessore all'urbanistica Elena Marchigiani. «Non esiste alcun progetto depositato in Comune per questa centrale di Opicina. Certo è che due rappresentanti della Iit srl erano venuti a gennaio a parlare di questa iniziativa. Poi non li abbiamo più visti, nè sentiti... Progetti comunque non ne hanno mai presentato». Va aggiunto che l'iniziativa della "Iit srl" ha subito una accelerazione: due "ambasciatori" della società romana una decina di giorni fa sono ritornati a Trieste e si sono presentati in piazza Casali dove ha sede l'Associazione degli industriali. Lì hanno illustrato il loro progetto di centrale a biomassa. E' al lavoro con le autorità a cui ha chiesto svariati appuntamenti anche un delegato locale della "Iit". ©RIPRODUZIONE RISERVATA