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Calligaris aumenta l’utile del 50%

di Massimo Greco wTRIESTE Sentito il polso del settore, premessa l’atmosfera non eccitate del momento, quelli della Calligaris non sono certo numeri da sottovalutare: il fatturato 2011 ha tenuto rispetto al 2010 a quota 141,3 milioni, il margine operativo è balzato a 23,5 milioni con un’incidenza percentuale sui ricavi pari al 16,6%, l’utile netto è salito a 4,5 milioni con un sensibile incremento del 50% in raffronto ai 3 milioni realizzati nel precedente esercizio. Mentre numerose aziende dei distretti legno-arredamento del Friuli Venezia Giulia arrancano alle prese con la bassa congiuntura, Calligaris, come ha ricordato il presidente Alessandro in un incontro tenutosi ieri mattina a Milano, mantiene su livelli apprezzabili generazione di cassa ed equilibrio finanziario. A dar manforte ai conti 2011 dell’azienda manzanese è intervenuto l’export, che rappresenta il 57% dei ricavi contro il 43% prodotto dal mercato domestico: particolarmente interessante il Nord America, che da solo significa il 10% del fatturato complessivo della Calligaris. E, per dare plastica idea delle buone performance aziendali, Calligaris (che è presidente regionale di Confindustria) ha ricordato che nel 2011 il settore dell’arredamento ha segnato un arretramento del fatturato pari al 5,8%, che le piazze italiane hanno perso il 12,1%, calo non compensato dall’aumento delle esportazioni (+4,7%). La forte dimensione internazionale e un approccio commerciale improntato alla qualità (ma senza esagerare) e all’attenzione per il design vengono considerati i fattori portanti su cui si sono costruiti questi risultati positivi. La previsione per il prossimo triennio auspica una crescita annuale dei ricavi al 6%. Ed è comunque significativa l’insistenza sulla presenza di “L.Capital” nel capitale della Calligaris, per una quota del 40% (il 60% resta in possesso della famiglia): “L.Capital” è il fondo di investimento controllato dal gruppo francese del lusso Lvmh. Calligaris affronta il 2012 accentuando il carattere internazionale degli investimenti: apre un secondo “Flagship store” in centro a Parigi, inaugurerà negozi monomarca a Bordeaux, a Marsiglia, a Miami, a Washington, a Montreal. Ha partecipato al riallestimento del museo parigino del “Palais de Tokyo”. Durante l’incontro milanese ha annunciato inoltre l’apertura di “temporary store” di 11 giorni a Roma, Torino, Napoli, Firenze. Il gruppo Calligaris è strutturato su 5 aziende (il quartier generale di Manzano, le controllate Usa, France, Japan, la “d.o.o.”) e opera con 10 stabilimenti situati in Friuli (Manzano, San Giovanni al Natisone, Cormons), nella croata Ravna Gora per l’approvvigionamento di materie prime, negli States (North Carolina e California), nella nipponica Kobe. L’organizzazione di vendita, come è stato ricordato ieri a Milano, lavora con 50 negozi monomarca, 110 “shop in shop”, 210 “gallery”, dislocati in quasi 100 Paesi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA