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Fonsai, Palladio prepara l’affondo

Si è aperto ieri ufficialmente il road show di Facebook, che ha fissato in una forchetta fra i 28 e i 35 dollari il prezzo per ogni azione. Mark Zuckerberg si è presentato allo Sheraton di Manhattan di fronte ai suoi potenziali azionisti in jeans e maglietta dopo essere sceso da un Suv nero accompagnato da chief financial officer David Ebersman. Facebook venderà azioni ordinarie di due classi e, secondo indiscrezioni, potrebbe riservare parti dell’ipo, il 20-25%, ai piccoli investitori, in linea con la sua filosofia. di Stefano Carlin wMILANO Nel cantiere della grande Unipol si continua a lavorare sui concambi della maxi-aggregazione e si sta allerta in vista delle prossime mosse di Sator-Palladio, la compagine che complessivamente detiene l'8% di Fonsai. Secondo indiscrezioni, Matteo Arpe e Roberto Meneguzzo non hanno affatto deposto le armi e stanno invece raccogliendo nuove adesioni alla cordata (vi farebbe parte un importante istituto di credito) in vista della presentazione di un'offerta che potrebbe puntare direttamente su Fonsai, bypassando Premafin: il lancio della nuova controffensiva, dopo che il 30 aprile era scaduta la prima offerta, potrebbe arrivare nelle prossime ore, assicurano fonti vicine alla finanziaria vicentina ed al fondo di investimento dell'ex Ceo di Capitalia. La settimana è iniziata ieri con una riunione del consiglio d’amministrazione di Premafin che ha discusso i rilievi mossi dall’Antitrust ed ha provveduto a sostituire il consigliere indipendente Oscar Pistolesi, dimessosi la settimana scorsa per motivi personali, con Samanta Librio, un'esperta di diritto commerciale con studio nella centralissima via del Gesù a Milano. La riunione del board della holding controllata dai Ligresti, secondo quanto è filtrato all’esterno, è stato un evento “interlocutorio” che non muta i termini della ingarbugliata vicenda. Il quadro potrebbe via via chiarirsi nel corso della settimana con il board della Milano Assicurazioni (oggi), di Mediobanca (domani) e di Fonsai e Unipol (entrambi il 10 maggio). Gli appuntamenti non danno tregua e martedì 15 è in agenda un nuovo cda di Premafin, società che, ha indetto due giorni dopo, in prima convocazione, l’assemblea dei soci. Secondo quanto riferiscono varie fonti, i dirigenti delle società e gli advisor stanno lottando contro il tempo in modo da arrivare al 16 maggio, o al massimo entro il 17, con uno schema definito sui concambi nella maxi-aggregazione a quattro che porterà alla nascita del secondo polo assicurativo italiano dopo Generali. La trattativa si era fermata dopo che il 26 aprile l'Antitrust aveva imposto una traumatica sospensione all'iter del progetto. Di seguito, l'authority ha precisato che le parti possono procedere con tutti gli atti, compresa la definizione dei concambi, purché non risultino irreversibili. Un punto d'incontro tra i molteplici interessi in gioco potrebbe essere trovato intorno alla proposta che vede Unipol ritrovarsi nel società post-fusione con il 61-62%, quindi più vicina al valore richiesto dal gruppo Ligresti, circa il 60%, che non a quello voluto da Unipol, pari invece al 66,7%. Sul fronte giudiziario, infine, la Procura di Milano ha avviato una rogatoria per sentire a verbale in Svizzera Niccolò Lucchini, l'uomo che secondo le indagini sul gruppo Ligresti potrebbe aver svolto il ruolo di 'intermediariò nell'acquisto del 20% di Premafin in capo a due trust esteri. Un passo che potrebbe chiarire se tali quote, recentemente sequestrate dal Gip su richiesta del pm Luigi Orsi, siano o meno riconducibili allo stesso Salvatore Ligresti (nell'inchiesta indagato per aggiotaggio e ostacolo all'attività degli organi di vigilanza). ©RIPRODUZIONE RISERVATA