06 maggio 2012 —
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sezione: Economia
Luca Luciani, amministratore delegato di Tim Brasil, la controllata di Telecom Italia, fa un passo indietro. In una nota il gruppo annuncia che «il dirigente di Telecom Italia e Ceo di Tim Brasil ha rassegnato le proprie dimissioni rinunciando altresì a tutte le cariche sociali detenute nelle controllate del gruppo». Inoltre «il cda di Tim Brasil si riunirà nei tempi più brevi per affidare l’interim della gestione al direttore finanziario del gruppo Telecom, Andrea Mangoni». Intanto Telecom Argentina ha chiuso il primo trimestre con un fatturato consolidato di 5.126 milioni di pesos argentini (+24%) e l’utile netto è salito a 708 milioni di pesos (+11%). di Piercarlo Fiumanò wTRIESTE Nel Paese delle alleanze bizantine e degli intrighi di corte, la chimica è sempre stata uno snodo cruciale. Negli anni Ottanta, l’epoca dei cavalieri rampanti e della Mediobanca di Enrico Cuccia che tesseva la sua tela per preservare le grandi famiglie del capitale, la Montedison, il più grande gruppo chimico al mondo, si ritrova al centro di una sorta di implosione fino alla dissoluzione negli anni Novanta. In un saggio di Stefano Righi, giornalista del Corriere, (“Reazione chimica”, Guerini e Associati”) viene fatta luce su molti episodi inediti in una catena di eventi che nella sostanza segna una svolta epocale per l’industria italiana che “ si scalda al caldo sole della finanza”. La “coda lunga” di queste turbolente vicende arriverà fino a oggi, nell’Italia che finirà per subire subirà in modo più acuto le conseguenze della crisi globale. Il racconto di Righi si basa in gran parte sulla testimonianza di Renato Ugo, professore di chimica di origini istriane per parte di madre, che rinuncia a un futuro da grande accademico in odore di Nobel, e si mette al servizio dei piani di espansione della Montedison di Mario Schimberni. Siamo nel 1982. Il dollaro vale 1.228 lire. Montedison, dai tempi della fusione fra Edison e Montecatini, è la stella fissa della chimica italiana da quando Giulio Natta aveva scoperto il polipropilene, la materia plastica del moplen e dell’Italia del boom economico. Schimberni, “abito grigio e irriducibile accento romano”, vuole “rifare la chimica italiana da zero”. Righi svela i retroscena del brusco cambio di rotta di Schimberni che proprio quando sta per dare l’assalto alla Revlon Pharma una grande società farmaceutica quotata a Wall Street, decide di rinunciare a quella che era stata chiamata “Operazione Rex” per lanciare improvvisamente l’assalto a Fondiaria (altra Fossa delle Marianne della finanza italiana) e acquisendone la maggioranza. Una decisione che gli sarà fatale. Schimberni rinuncia così al sogno americano di Montedison che finisce come il Rex, il transatlantico bombardato dagli inglesi nel 1944 fra Isola e Capodistria. Sarà questo l’inizio della fine del “corsaro” Schimberni, colto da improvvisa ambizione da raider, che l’Avvocato Agnelli liquidò con un epitaffio dei suoi: Bi-Invest humanum (la prima società “catturata” da Montedison gestione Schimberni), Fondiaria diabolicum. Il professor Ugo, il testimone consapevole del racconto di Righi, assiste a questi eventi con il tormento dello scienziato che pensava di lavorare a un piano di modernizzazione e sviluppo del colosso chimico (la chimica è centrale in ogni attività manifatturiera) e invece si ritrova ad assistere ad una guerra per il potere: «Un colpo basso alle ambizioni di crescita industriale del gruppo», scrive Righi. L’assalto a Fondiaria viene considerato dal salotto buono della finanza laica dominato da Fiat e Mediobanca come ostile e come un affronto. La storia prosegue con l’ingresso in scena, portato dalla Mediobanca di Cuccia, di Raul Gardini destinato a sostituire Schimberni alla presidenza. Il Contadino di Ravenna, ossessionato dallle applicazioni del bioetanolo e dalla creazione di un altro disastrato colosso (Enimont). finirà travolto dall’onda di piena di Tangentopoli fino alla sua tragica fine nel 1993. L’impero Montedison crolla ma lascerà un’eredità industriale importante-osserva Righi- nelle tante multinazionali tascabili del Paese. ©RIPRODUZIONE RISERVATA