Nascerà a Neum l'autostrada senza confini

di Andrea Marsanich wFIUME Bypassare l'unico sbocco al mare della Bosnia-Erzegovina (parliamo del territorio di Neum) grazie ad una superstrada a quattro corsie, evitando fermate ai due valichi di confine e controlli incrociati di poliziotti e doganieri. È l'accordo che la settimana prossima sarà sottoscritto a Zagabria dai ministri dei Trasporti di Croazia e Bosnia-Erzegovina, Sinisa Hajdas Doncic e Damir Hadzic, intesa che rappresenterà la soluzione ideale per l'avanzamento dell'autostrada Zagabria–Spalato in direzione di Ragusa (Dubrovnik). Il futuro corridoio permetterà di superare l' annoso e antipatico problema – nato dopo la disgregazione della Jugoslavia e la nascita di Stati indipendenti – che vedeva e vede soprattutto in estate centinaia e centinaia di veicoli in attesa ai due valichi di confine croato–bosniaci situati sulla Litoranea adriatica, in prossimità di Neum. La nuova arteria, queste le anticipazioni da fonti attendibili, sarà lunga 18 chilometri, di cui 6 attraverseranno il Paese con capitale Sarajevo, passando a settentrione della località costiera di Neum. Coloro che vorranno raggiungere Neum o proseguire verso l'area continentale della Bosnia, potranno facilmente uscire dalla nuova strada a scorrimento veloce, arrivando ai due citati valichi nei quali varranno le regole di Schengen, con tanto di poliziotti e doganieri di entrambi i Paesi. Il nuovo corridoio avrà esclusivamente lo status di strada di transito, senza controlli e dotata di barriere metalliche. Questo progetto non sarà l'unico preso in esame dai due ministri, che si incontreranno il 3 maggio, ma rappresenta per gli esperti la soluzione più logica, razionale e meno costosa. Il tutto dall'ottica della recente decisione del governo croato di centrosinistra di bocciare il ponte di Sabbioncello, progetto che avrebbe pure permesso di evitare l'attraversamento di Neum ma che avrebbe anche dissanguato le casse statali croate, con una spesa non inferiore ai 300 milioni di euro. Probabile che in cambio della predetta "scorciatoia", il governo di Sarajevo chieda a Zagabria di approntare un consistente numero di valichi tra i due Paesi, in virtù del prossimo ingresso della Croazia nell'Unione europea. Non è da escludere inoltre che le autorità bosniaco–erzegovesi propongano che il loro Paese abbia a disposizione il libero accesso a Ploce, in Dalmazia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA