20 aprile 2012 —
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sezione:
Cultura - Spettacolo
UDINE Si inaugura oggi, alle 19.30, a Udine il Far East Film 2012, in programma al “Nuovo” e al Visionario fino al 28 aprile. Con 57 titoli (e 5 cortometraggi), la 14ª edizione del festival documenterà le tendenze cinematografiche dell’Estremo Oriente emerse nell’ultimo anno. All’interno della selezione (oltre 400 le pellicole esaminate) ci saranno 2 anteprime mondiali, 14 anteprime internazionali e 16 europee: il meglio delle produzioni di Cina, Hong Kong, Taiwan, Giappone, Corea del Sud, Thailandia, Malesia, Indonesia, Filippine e Singapore. Apertura ufficiale oggi sarà la prima italiana del coreano “Sunny”, visto in patria da più di 7 milioni di spettatori. Il regista Kang Hyoung-chul, che aveva già divertito il pubblico udinese con “Scandal Makers” (2° posto all’Audience Award 2009), ha realizzato un’irresistibile commedia corale, spassosa e commovente, sull’amicizia femminile: un’opera dove passato e presente si scambiano continuamente la pelle, tra nostalgia e sorrisi, musica e lacrime, per ricordarci che “l’unione fa la forza”. L’opening night proseguirà, quindi, con la prima europea del giapponese “Hard Romanticker”: Cupo e crudele, il film racconta le avventure violente del giovane delinquente Gu, ispirato alla vera vita del regista (Gu Su-yeon). La storia si sviluppa con ritmo sostenuto e propulsivo e sprazzi di umorismo nero, completamente immersa in un’atmosfera nerissima (lotta fra bande, sesso, droga). Per i critici internazionali, la risposta nipponica al supercult Arancia meccanica. Se moltissime attese – com’è prevedibile – sono concentrate sulla prima mondiale di “Thermae Romae”, il fantasy-peplum di Takeuchi Hideki, è impossibile concentrare tutti gli highlight del Festival in poche righe: c’è davvero l’imbarazzo della scelta, dal ritorno del mitico Johnnie To alle numerose commedie d’amore, dalle sorprese targate Sudest asiatico all’esplosiva closing night con “The Viral Factor” di Dante Lam. Il festival non darà spazio soltanto all’Oriente contemporaneo ma anche al suo passato, studiando attraverso 10 titoli uno dei periodi più scuri (ma culturalmente più fertili) della storia della Corea del Sud: gli anni ’70. “The Darkest Decade”, questo il titolo della preziosa retrospettiva firmata da Darcy Paquet, racconterà come a dispetto dell’ambiente politicamente e socialmente duro, repressivo, caratterizzato da una feroce censura alcuni registi abbiano scelto, con grandi risultati, di rimanere attivi per tutto il decennio, producendo così alcune delle opere più memorabili della storia del cinema nazionale. Tra le novità, oltre alla fiera dell’Est (Fareastville) che animerà il centro cittadino assieme all’atteso Cosplay Contest di domenica, anche due mostre: la prima, in collaborazione con l’associazione Hamelin di Bologna, incentrata sul nuovo fumetto cinese, e la seconda sugli scatti d’autore del grande regista cinese Zhang Yuan, che premetterà di conoscere più da vicino i giovani outsider di Pechino.