«Ratti a scuola. E i bimbi erano lì»

di Riccardo Tosques wMUGGIA «Non solo topolini di campagna ma veri e propri ratti sono penetrati nella scuola elementare Zamola di Zindis». Nonostante le rassicurazioni del direttore scolastico Marisa Semeraro e addirittura l'allegra parodia esercitata dall sindaco muggesano Nerio Nesladek sul proprio blog (vedere il box accanto, ndr), i genitori degli alunni dell'istituto primario rimangono infuriati per come è stata gestita la situazione inerente la presenza di topi all'interno della scuola ad inizio aprile. «È emerso con certezza, dai rilievi dell'Ass, che non si trattava di soli topi ma anche di ratti, tanto che sono state disinfestate anche le condotte fognarie e che è stato indicato alla ditta che gestisce i pasti per conto del Comune di non versare nello scarico dei bagni i residui liquidi alimentari che possono attirare i ratti», spiegano i genitori. Da qui la denuncia sulla mancata chiusura dell'istituto mentre i bambini sono stati fatti rimanere a scuola per tre giorni consecutivi (per otto ore al giorno, pranzi e merende compresi), «in presenza di topi e ratti che disseminavano durante la notte, ma pare anche di giorno, escrementi e urine nei vari ambienti, mentre ogni tanto qualcuno cadeva nelle trappole». In base alla segnalazione fatta dall'Ass pare che gli escrementi degli animali sono stati rinvenuti «nei bagni dei bambini, nelle classi, sui banchi, in mensa e persino sugli asciugamani che i bambini usano per asciugarsi il viso». Non è ovviamente dato sapere su quali superfici siano state rilasciate invece le urine, considerate ancora più insidioso vettore di infezione. I genitori lamentano poi di non essere stati degnati intenzionalmente di una seppur minima tempestiva e doverosa informazione ufficiale dalla scuola in modo, quantomeno, di metterli in condizione di poter fare le proprie scelte in merito alla salute dei propri bambini, eventualmente tenendoli a casa in attesa di accertamenti, anche se molti genitori, non appena trapelate le prime notizie, hanno deciso di tenere a casa i propri figli. È stato poi ricordato che alla scuola "De Amicis" per un avvistamento di topi all'esterno sono stati chiamati i pompieri. «La Zamola, definita "scuola di campagna", vale forse meno della scuola di Muggia centro?», si chiedono i genitori. Infine l'accusa al comportamento del sindaco, figura che ha tra l'altro competenze in materia di salute pubblica: «Un'iniziativa ce la saremmo aspettata anche da lui, che pare si sia mosso con una telefonata all'Ass solo ben dopo aver ricevuto le nostre lamentele - spiegano sempre i genitori - mentre lo stesso giorno aveva ritenuto di tranquillizzare la preside sul fatto che i bambini non correvano alcun pericolo rimanendo in una scuola frequentata nel contempo dai topi, che poi si è accertato essere anche ratti. Questo era il suo parere professionale, in quanto medico». Ma forse il sindaco, ironizzano le famiglie coinvolte, era impegnato in altro. A comporre per l'appunto - con tanto di spartito - la parodia di una famosa canzone di Angelo Branduardi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA