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Si apre una settimana di tensione sui mercati

di Andrea Di Stefano wMILANO Grande apprensione per l'apertura dei mercati dopo che la scorsa settimana è stata archiviata con il peggior risultato da inizio anno (Milano -5,46%) a causa del calo di venerdì che si è esteso dall'Europa a Wall Street. L'attesa per la riunione del G-20 del prossimo fine settimana, durante la quale dovrebbe essere varato il firewall anti-crisi per il Fmi, non mancherà di tenere in perenne altalena gli indici delle Borse che hanno, comunque, azzerato tutti i guadagni dall'inizio dell'anno e in alcuni casi, come a Piazza Affari, si trovano in territorio negativo (il Ftse Mib allo stato è di quattro punti percentuali inferiore al primo gennaio scorso). Le cause delle tensioni sono molteplici: dalle difficoltà della Spagna, che si prepara a varare misure straordinarie per salvare i suoi istituti di credito in difficoltà a causa della crisi immobiliare e delle insolvenze dei mutuatari, all'attesa per i dati macroeconomici Usa. La vera paura iberica è quella di non riuscire a superare la crisi delle sue banche: secondo gli analisti quest'anno ci saranno altri 45 miliardi di euro di crediti in sofferenza a causa della crisi immobiliare che si sommano ai 147 miliardi già contabilizzate. Secondo l'economista Edward Hugh la Spagna viene penalizzata sul mercato obbligazionario con la corsa degli spread a causa delle difficoltà delle sue banche non superabili senza un piano di salvataggio da parte della stessa Ue. Le tensioni iberiche si ripercuotono sull'Italia che è attesa a nuove emissioni da parte del Tesoro: oggi vengono rimborsati 15 miliardi di BTp e 16 di Bot, il 24 è attesa un asta di BTp e Ctz, il 26 un'altra asta di Bot e il 27 di BTp a 5 e 10 anni. Se il cardinale Angelo Bagnasco è convinto che «l'Italia ce la farà a superare questa crisi» gli analisti vedono ancora spread in tensione almeno sino al secondo turno delle elezioni francesi il prossimo 6 maggio. Una ciambella di salvataggio per i mercati potrebbe arrivare ancora una volta, da oltreoceano. Ieri il segretario al Tesoro Usa, Timothy Geithner, ha ribadito che l'economia americana è più forte rispetto agli anni scorsi anche se «l'Europa e i prezzi del petrolio continuano a rappresentare un rischio». L'indagine tra gli economisti condotta da Bloomberg potrebbe portare un po' di sereno: le vendite al dettaglio in marzo (che saranno comunicate ufficialmente oggi alle 14.30 insieme all'indice manifatturiero della Fed di New York) dovrebbero registrare un ulteriore crescita dello 0,3% dopo il balzo dell'1,1% di febbraio, riportando fiducia sulla situazione dell'economia Usa alla vigilia del G-20. Intanto la Cina ha lanciato un importante segnale ampliando la fascia di oscillazione dello yuan nei confronti del dollaro: da oggi la moneta di Pechino potrà fluttuare sino ad un massimo dell'1%, il doppio dello 0,50% in vigore dal 2007. ©RIPRODUZIONE RISERVATA