Pitteri, ambasciatore friulano nel governo di Vienna

Nell'ambito delle manifestazioni che si terranno in tutto il Friuli per ricordare la Festa della Patrie del Friul, giovedì alle 18.30, a Palazzo Calice a Farra d'Isonzo si terrà la conferenza organizzata dal Fogolar Furlan di Monfalcone, dalla Società Filologica Friulana e dal Comune di Farra sulla figura di Giovanni Battista Pitteri "La lingua friulana al governo di Vienna nel 1848". L'incontro inizierà con la presentazione, a cura di Marina Bandera, della lettera in friulano che Giovanni Battista Pitteri scrisse al Ministero della Giustizia imperiale. Successivamente Ivan Portelli parlerà del Pitteri deputato alla Costituente di Kremsier e William Cisilino tratterà dell'autonomismo friulano nell'Ottocento. La minuta della lettera, scritta in friulano e datata 9 dicembre 1849, è stata donata al Fogolar Furlan di Monfalcone, che ne ha curato la trascrizione e traduzione. Giambattista Pitteri di Farra, Dottor di Lez, Avocatt e Deputat del Friul all'Assemblea Costituent scrisse al Ministero della Giustizia di Vienna per ottenere un risarcimento dal Tribunale Mercantile di Trieste, colpevole ai suoi occhi di avergli pignorato ingiustamente dai suoi possedimenti di Farra un vassel plen di vin furlan, del valore di 96 fiorini, come sanzione per una presunta imposta non pagata. Precedentemente, per opporsi a simile sopruso, si era già rivolto al Tribunale Appellatorio di Klagenfurt ma questo "non aveva trovato nulla da decretare". Da qui era nata la decisione di rivolgere direttamente il proprio reclamo al Ministero della Giustizia e di redigerlo in marilenghe, ispirandosi al principio espresso nella Costituzione per cui tutte le nazioni hanno il diritto di esprimersi nella propria lingua. Pitteri si considerava parte della Nazione Friulana, che era da ritenersi pari per importanza a tutte le altre nazioni. Ma chi era dunque questo uomo di così straordinaria forza di volontà e di carattere? Suo padre Vincenzo era giunto a Farra, proveniente da Venezia, per amministrare i beni del Conte di Strassoldo e qui Giambattista aveva deciso di costruire nel 1814 la sua villa, dopo essersi ritirato dall'avvocatura che aveva esercitato per molti anni a Trieste. Quando, infatti, nel 1848 aveva deciso di accettare la nomina di deputato dei distretti di Gradisca e Cormons e di recarsi a Vienna, il nostro giureconsulto era già prossimo a raggiungere le ottanta primavere, anche se la sua combattività non aveva nulla di senile. Pitteri, difatti, che non sentiva come una contraddizione l'essere friulano e il sentirsi italiano, non solo appoggiava costantemente con il suo voto le varie istanze del gruppo italiano ma per sostenerne la causa non mancava di prendere iniziative in prima persona. Nel gennaio del '49, ad esempio, inviò un'interpellanza all'Ministero per protestare contro la politica repressiva ed aggressiva tenuta dal Governo durante i Moti di Milano. Per quanto riguarda la battaglia intrapresa dall'instancabile avvocato per essere risarcito della perdita della preziosa botte di vino friulano, non siamo conoscenza se egli riuscì infine ad avere successo ma nulla c'impedisce di crederlo, considerata la sua indomabile tenacia.