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«Il Nordest è importante» Ma Squinzi non fa nomi

TRIESTE «Il Nordest è importantissimo». Ma Giorgio Squinzi, ieri a Vicenza per un incontro con il “Club dei 15”, non ha voluto aggiungere altro sul futuro stato maggiore di Confindustria e su quella che potrebbe essere la rappresentanza territoriale triveneta all’interno dello stesso vertice confederale. Ancora fumata nera, quindi, sul nome del veneto che andrebbe a occupare uno dei seggi vicariali: Andrea Bolla, presidente della territoriale di Verona, pareva un candidato accreditato. Quella vicentina è una delle prime uscite pubbliche del presidente designato di Confindustria dopo l’indicazione giuntale avvenuta, a stretta misura su Alberto Bombassei, il 22 marzo scorso. Il “Club dei 15” raccoglie le associazioni territoriali con il più alto indice di imprenditoria manifatturiera, imprenditoria sulla cui importanza in una logica di rilancio competitivo dell’economia nazionale Squinzi ha molto insistito. Ma la curiosità dell’appuntamento vicentino verteva soprattutto su come si strutturerà il rapporto tra il vincitore Squinzi e l’inseguitore Bombassei, che, contravvenendo alla previsioni della vigilia, ha sensibilmente accorciato la distanza elettorale rispetto al concorrente: a Roma finì 93 a 84. Tra l’altro Vicenza è una delle principali piazze di quel Nordest che, insieme a molte altre realtà territoriali di più marcata tradizione industriale (Torino, Bergamo, Brescia), aveva preferito Bombassei. E a Vicenza Squinzi ha replicato all’intervista, che Bombassei ha rilasciato a “Repubblica” sugli assetti confindustriali: «Sono un dialogante per natura - ha dichiarato il designato - però sono anche uno che ha le sue idee e quindi va per la sua strada». Comunque Squinzi non ritiene che vi sia spaccatura all’interno di Confindustria, in considerazione del testa a testa elettorale. D’altronde Bombassei, avvicinato ieri pomeriggio a margine dell’assemblea di Fiat Industrial, ha detto che rivedrà sicuramente Squinzi, con cui si era incontrato la scorsa settimana. Nell’intervista a “Repubblica” l’industriale meccanico bergamasco ha invitato Squinzi a discutere con la componente “di minoranza” le scelte strategiche confindustriali e le principali nomine (vicepresidenze, direzione generale, presidenze della Luiss e di “Sole 24 Ore”). In caso contrario, a giudizio di Bombassei, Confindustria rischierebbe una grave perdita di autorevolezza e diverrebbe sempre meno importante. Il candidato battuto ha ribadito la novità di una situazione che ha visto, per la prima volta in Confindustria, uno scarto così esiguo tra i contendenti: ragione in più per trovare motivi di aggregazione e per non dividersi. Così, avvicinandosi il 19 aprile, allorquando la giunta si riunirà nuovamente per decidere la “governance” confederale, Bombassei auspica «un programma condiviso». Sarà allora interessante capire meglio la portata della frase di Squinzi «ho le mie idee e vado per la mia strada», che non sembrerebbe trapelare volontà troppo compromissorie. La presenza di Squinzi a Vicenza potrebbe essere un segnale per un’area che ha sì votato a maggioranza per Bombassei, ma con importanti “distinguo”, da Riello a Moretti Polegato, dalla territoriale di Udine a Snaidero (in qualità di presidente Federlegno). Senza dimenticare che a rivendicare il proprio determinante voto a favore di Squinzi è stato Paolo Scaroni, “ad” di Eni. E veneziano. (magr)