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Nuove case, mercato fermo il 40% rimane invenduto

di Laura Borsani Cala il valore degli immobili usati, del 10-20%, e per contro le nuove costruzioni si accumulano: l’invenduto in città è stimato sull’ordine del 30-40%. Appartamenti certificati sotto il profilo delle recenti normative energetica e antisismica, per i quali i prezzi praticati dalle imprese edili sono congelati da due anni. Si dilatano i tempi di vendita: se qualche anno fa una palazzina per una quindicina di alloggi si “piazzava” sul mercato nel giro di un anno, ora ce ne vogliono almeno un paio. Di mezzo c’è la dinamica tra domanda e offerta che, decisamente rallentata per l’usato, viene a cascata a incidere sulle nuove realizzazioni. Insomma, immobili che faticano a “girare” e inducono a fermare i cantieri. Dulcis in fundo, l’accesso al credito: gli istituti bancari garantiscono coperture fino all’80%, quando negli ultimi 10 anni le erogazioni toccavano il 100-120%. Il tutto, senza contare le difficoltà occupazionali che, tra cassa integrazione e mobilità, rendono difficile se non proibitiva l’accensione di mutui. C’è un altro aspetto: la critica congiuntura economica sta determinando il ritorno alla locazione. È un quadro complesso quello che emerge dalla realtà monfalconese. Lo illustra l’imprenditore Roberto Tonca, da anni alla guida della “Sei”, storica azienda, tra le più rappresentative e radicate nella provincia isontina. Tonca è anche vicepresidente di Confindustria Gorizia. «Il mercato relativo ai nuovi fabbricati va a rilento - osserva -. Siamo in una fase ancora difficile, legata a una serie di concause. Si parte dal settore dell’usato per il quale il calo di valore degli immobili è quantificabile attorno al 10-20%. Appartamenti di oltre 10 anni hanno subito flessioni scontando in primis gli effetti delle nuove normative energetica e antisismica. In città, peraltro, il patrimonio residenziale è per buona parte piuttosto datato». Tonca evidenzia un altro aspetto: «Spesso i proprietari di immobili preferiscono attendere prima di vendere per evitare il deprezzamento, confidando in tempi migliori. Ma il mercato dell’usato è destinato a perdere ulteriormente di valore». Sostanzialmente la questione sta nelle cifre: l’usato si vende fino a 100-110mila euro, superata questa soglia l’offerta si scontra con quella delle nuove costruzioni. «Succede - continua Tonca - che i nuovi fabbricati risentono a catena dei rallentamenti del mercato dell’usato. Per le imprese i margini economici sono decisamente risicati: le normative richiedono maggiori costi in termini di tecnologia, isolamento, impiantistica. A ciò si aggiunge l’aumento delle materie prime. Tutto questo dovrebbe comportare un aumento dei prezzi di mercato, ma l’attuale situazione induce a mantenerli inalterati. E si tratta di prezzi invariati da almeno due anni, i più bassi praticati in provincia a livello nazionale». Alcune cifre: per un appartamento nuovo in centro città, classe B, si parla di 2000-2200 euro al metro quadrato. Nelle zone periferiche, come via Crociera, via Galilei, si parte dai 1700-1900 euro. Nelle zone centrali, come in via Roma, la Sei vende appartamenti di 90 mq. per 200-220mila euro. Nelle aree periferiche, sempre un appartamento di 90 mq., terrazza e box auto, è stimato attorno ai 180mila euro. C’è poi il credito: «Per acquistare un appartamento di media dimensione - argomenta Tonca - le banche garantiscono una copertura dell’80%, a fronte di garanzie occupazionali. Interviene anche la Regione, attraverso il Mediocredito, ma i contributi sono legati al reddito. In questa situazione, ciò che stiamo osservando è il ritorno all’affitto, specie per le giovani coppie». L’imprenditore fornisce altri dati orientativi, quelli della Cassa edile: dal 2008 al 2011 l’edilizia isontina ha ridotto la forza lavoro del 10%, passando da 1357 operai a 1230. Le imprese (comprese quelle piccole e artigianali) sono diminuite del 15%, passate da 338 a 286. Risultato: da 2-3 anni la produzione è stata ridotta per smaltire l’invenduto. Qualcosa comunque si sta muovendo. Per il complesso residenziale ex Detroit, nell’area San Polo, sono stati venduti quasi tutti i 45 appartamenti delle 3 palazzine completate. Al complesso “La Rocca” di via Rossini, sono stati venduti quasi una decina di appartamenti. Tonca invita alla fiducia: «Monfalcone ha grandi potenzialità produttive e la casa rappresenta ancora un bene di rifugio. Credo che bisogna avere pazienza, nel 2013 ritengo che le cose miglioreranno». ©RIPRODUZIONE RISERVATA