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Bombassei attacca il Sud Squinzi, strada in discesa

Electrolux Professional ha avviato la produzione nella nuova fabbrica svizzera di Sursee, struttura che fonde le due unità produttive già presenti nella Confederazione elvetica, Aarau e Sursee. Nel nuovo sito - rende noto la multinazionale dell’elettrodomestico - vengono realizzati prodotti di primo livello per cucine industriali ad alte prestazioni ed entro la fine di marzo troveranno spazio anche ricerca e sviluppo, produzione, test di laboratorio, vendite, servizi, assistenza clienti, showroom e formazione. La forza lavoro resterà invariata su circa 200 persone. Vi si trova un Centro di Competenza e Produzione per un investimento di tre milioni di franchi svizzeri. ROMA «Ho rispetto per il lavoro dei tre saggi ma eviterei di fare la toto-presidenza attraverso i giornali»: strada in salita per Alberto Bombassei, candidato alla presidenza di Confindustria dopo il fine mandato di Emma Marcegaglia. Bombassei ieri ha chiesto agli imprenditori del Sud di esprimersi sulle candidature alla presidenza di Confindustria dopo «un chiaro confronto sul programma» e non «una frettolosa riunione integrata da un consenso irritualmente raccolto con mail e telefonate», ha scritto il leader della Brembo al Comitato Mezzogiorno che, venerdì scorso, si è espresso a favore dell’altro candidato alla presidenza, Giorgio Squinzi. Decisione presa, commenta Bombassei, «senza aver dato la possibilità ai due candidati di esprimere le loro idee, i loro programmi sul futuro di Confindustria». Il presidente di Brembo chiede quindi di «essere invitato a un incontro per parlare di programmi e idee» e aggiunge: «Sono sicuro che nessuno di voi vorrà lasciare che un’ombra gravi sulle modalità con le quali le associazioni del Mezzogiorno assumono una decisione così importante per il futuro della nostra Confindustria». Di fatto dopo il primo round di consultazioni con i grandi elettori, fra Milano e Roma, da parte dei «tre saggi» che hanno l’incarico di sondare il sistema di Confindustria per far emergere il consenso sulle candidature alla presidenza del dopo-Marcegaglia, la sfida a due, tra Alberto Bombassei e Giorgio Squinzi sembra risolversi a favore di quest’ultimo. Il nome del patron di Mapei è prevalso nel confronto interno ai direttivi delle due associazioni territoriali di maggior peso, Assolombarda (per l’area milanese) e Unindustria (che rappresenta Roma, Frosinone, Viterbo e Rieti). Per Squinzi 16 voti contro 4 a Milano, dove la commissione dei tre saggi, Antonio Bulgheroni, Catervo Cangiotti e Luigi Attanasio, ha incontrato gli imprenditori del nord; ed un «larghissimo consenso» a Roma. Ieri i consigli direttivi di Unindustria e Confindustria Lazio, in seduta congiunta, sfiorando l’unanimità hanno dato mandato al presidente Aurelio Regina di presentare la candidatura di Squinzi. Con la posizione conquistata negli ultimi anni da Unindustria è la prima volta, nell’elezione di un presidente di Confindustria, che l’imprenditoria che orbita su Roma ha assunto un ruolo vicino a quello di Assolombarda, tradizionalmente il grande elettore di maggior peso. Sarà la giunta di Confindustria, il 22 marzo, a indicare il nome del presidente designato. La nomina arriverà poi all’assemblea di fine maggio. Diana Bracco, ex presidente di Assolombarda, ha ribadito che c’è un consenso generalizzato per Squinzi, ed è «un buon segno il consenso largamente espresso dal Sud», venerdì scorso, con l’indicazione arrivata dal Comitato Mezzogiorno. Il cuore di Bergamo batte invece per il presidente di Brembo che qui ha il cuore del suo gruppo: non è «per motivi astratti di vicinanza geografica ma per un’adesione consapevole ai punti programmatici alla base della sua candidatura», commenta il presidente di Confindustria Bergamo Carlo Mazzoleni. E, tra quanti si sono pronunciati con Alberto Bombassei ci sono anche anche gli industriali del Friuli Venezia Giulia.