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La sfida delle Coop: «Fusione Unipol-Fonsai occasione irripetibile»

di Piercarlo Fiumanò wTRIESTE Una guerra delle polizze annunciata fra Bologna e Trieste? Ci sono anche queste suggestioni nelle discussioni in corso per dare vita al nuovo gigante assicurativo Unipol-Fonsai. La nuova compagnia sarà il numero due italiano dell'assicurazione dietro le Generali con 21 miliardi di premi (cifre 2010). Il mondo delle coop (la finanza “rossa”) è così in fibrillazione. Potrebbe essere la scommessa finale per Unipol, gruppo che in un anno ha visto dimezzare il suo valore a Piazza Affari con la capitalizzazione scesa a circa 608 milioni. Ieri i manager delle cooperative che controllano Finsoe si sono riuniti a Bologna in vista del consiglio di amministrazione della holding previsto per domani. Si cerca di calcolare i costi di questa nuova sfida finanziaria (dopo la tentata conquista della Bnl) soprattutto verso i soci. Le undici grandi cooperative di distribuzione oggi controllano il gruppo assicurativo bolognese tramite Finsoe che possiede il 50,75% del capitale ordinario. Primo socio della holding oggi è la Holmo che comprende le principali cooperative che fanno riferimento a Legacoop Bologna e Imola, con il 24,53% delle quote. Seguono Pantheon (Coop Adriatica) che controlla direttamente il 10,78%, Posto (Coop Nordest) con il 8,75% e Finpar Unip (Coop Estense) che ha il 8,62%. Secondo fonti vicine al dossier (riportate da Mf Dow Jones) le cooperative bolognesi e dell’area emiliana hanno espresso una posizione «assolutamente positiva» sull’operazione di aggregazione tra Unipol e Fonsai anche perchè si tratta «di una occasione irripetibile per ampliare il core business» del gruppo. Le stesse fonti hanno specificato che «forse qualche dubbio dovrebbe arrivare da parte lombarda» anche se non si tratterebbe di niente di insormontabile. Nell'operazione Finsoe dovrebbe mettere circa 500 milioni di euro per l’aumento di capitale di Unipol che sarà di circa 1 miliardo. Le principali cooperative che controllano Finsoe dovrebbero accollarsi una cifra intorno ai 420 milioni. Intanto prosegue serrato il lavoro attorno al riassetto Fonsai: il cda della compagnia per deliberare l’entità del previsto aumento di capitale è slittato da venerdì 27 gennaio a domenica 29. Si tratterebbe di una scelta solo di natura tecnica, legata alla volontà di avere un paio di giorni in più per preparare il consiglio. Per l’intera operazione, invece, sembra comunque che la volontà delle parti sia di stare nei tempi previsti, facendo cioè gli aumenti in aprile, per chiudere quindi per giugno. Si dovrebbe tra l’altro tenere come indicato nei giorni scorsi giovedì 26 gennaio il consiglio dell’Unipol, dopo un Cda dell’azionista Finsoe il 25 gennaio, anche se non si ha ancora conferma di una convocazione del board della compagnia. Scadeva intanto ieri il termine indicato per la trattativa in esclusiva tra i Ligresti ed Unipol. Al momento le parti non hanno comunicato una proroga, com’è probabile facciano non appena si saranno accordati in tal senso. Ma è comunque verosimile che si vada verso una proroga dell’esclusiva fino al 27 gennaio. Ieri i vertici Fonsai si sono recati all’Isvap per fare il punto sul percorso con cui ripristinare il proprio margine di solvibilità - l’indicatore che garantisce la capacità di una compagnia di far fronte ai suoi impegni con gli assicurati, e che per Fonsai è sceso sotto il minimo regolamentare del 100% - in vista del cda che domenica dovrà deliberare sull’aumento di capitale fino a 750 milioni. Dall’Isvap non filtrano indicazioni, ma si ritiene che l’autorità guidata da Giancarlo Giannini abbia sostanzialmente già benedetto un’operazione comunque in grado di evitare il commissariamento di Fonsai. Il vero rebus resta quello del pronunciamento Consob. ©RIPRODUZIONE RISERVATA