23 dicembre 2011 —
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sezione: Nazionale
“Linea d’acqua Alpe Adria” è la prima edizione di un progetto d’arte contemporanea che si articolerà in due esposizioni, che avranno luogo a Trieste e a Capodistria, a partire dal prossimo febbraio, presentata ieri nella sede del Consiglio regionale. «I due popoli confinanti – spiega Piero Camber (Pdl), presidente della Commissione cultura - sono stati divisi per molto tempo dal confine, un muro virtuale che, una volta caduto, ha permesso al mare di divenire ideale trait d’union fra le genti». La mostra, curata e realizzata da Bianca Di Jasio, responsabile dell’Associazione artistica e culturale Carpe Artem, da Davide Skerlj e dal curatore sloveno Vasja Nagy, si pone di evidenziare il retaggio comune di appartenenza a un territorio e i diversi esiti che la cifra stilistica di ogni artista può dare. «L’acqua – precisa Skerlj –, filo conduttore delle opere, ha la capacità di infiltrarsi. È in grado di collegare o di dividere due territori. Penso all’Adriatico, ma anche al fiume Isonzo. Per questo abbiamo immaginato un progetto che metta a confronto artisti che vivono in queste zone, che hanno analoghe memorie storiche e che, a dispetto delle differenze linguistiche, siano in grado di parlare un gergo comune attraverso l’esperienza artistica». Gli artisti coinvolti saranno ventuno, italiani e sloveni. Utilizzando tecniche di pittura, fotografia, video, installazione e mosaico, proveranno a delineare un territorio, a riscoprire l’identità di un luogo, prescindendo dai confini nazionali. «L’arte contemporanea – osserva la curatrice Di Jasio – avrà l’opportunità, attraverso la geografia, di raccontare le relazioni che intercorrono fra l’uomo, i luoghi in cui abita e gli aspetti culturali che lo contraddistinguono». Una possibilità, quindi, di riscoprire inaspettate radici comuni, di misurare il territorio con il metro che ci viene fornito dalle esperienze di vita comune, più che dalle dinamiche geopolitiche. Le opere verranno esposte a Trieste presso lo show room dell’associazione culturale “In-tesa”, mentre a Capodistria saranno ospitate dalla comunità degli italiani “Santorio Santorio”. Luca Saviano