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Parigi prepara misure di austerity Allo studio un’imposta sulle maxi-aziende

In attesa del vertice straordinario del governo francese fissato per domani, si moltiplicano le indiscrezioni di stampa sui contenuti del nuovo pacchetto di misure di austerità in preparazione a Parigi. Si tratterà, secondo Le Figaro, di una manovra da 6-8 miliardi di euro, mirata a mantenere gli obiettivi sul deficit 2012 in un contesto in cui le stime di crescita per l’anno prossimo sono riviste al ribasso, da 1,75% a 1%. Due le leve su cui il governo vuole puntare: un aumento mirato dell’iva, da un lato, e un ulteriore riduzione dei costi di funzionamento dell’amministrazione pubblica dall’altro. Per quanto riguarda l’iva, le nuove misure prevederanno un aumento di quella a tasso agevolato, applicata a settori come la ristorazione o le costruzioni, dal 5,5% odierno al 7%; l’incremento potrebbe essere generalizzato o, più probabilmente, limitato ad alcuni degli ambiti che godono di questo tasso ridotto. Nella foto: il presidente Sarkozy MILANO L’idea è venuta alla Bild e qualcuno adesso, sulla scia del tabloid, invece di Angie la chiama Merkules. E la cancelliera non delude. Rientrata dalla fatica di un difficilissimo G20, non approfitta neanche del riposo domenicale dando ragione a chi ne loda la tempra: si precipita invece a ribadire a mercati chiusi, che per superare la crisi occorrono dieci anni. Il messaggio è affidato a un video accessibile sul portale del Bundesregierung, fin dalle prime ore del mattino. «Ci vorrà un decennio per stare meglio», ha sostenuto rispondendo a una breve intervista, confezionata per così dire in casa. «Vediamo che questa è una strada molto faticosa che si deve affrontare passo dopo passo - ha detto la cancelliera -. Gli stati hanno sostenuto spese maggiori delle entrate per molti anni e questa crisi non si risolve in un solo colpo». «È molto importante - ha insistito - che la Germania abbia inserito un freno all’indebitamento e che tutti gli Stati europei lo facciano». La cancelliera ha voluto poi dare un segnale anche sulle banche ai tedeschi, preoccupatissimi che gli istituti finanziari possano perdere la loro indipendenza. «Si aiutano le singole persone, aiutando le banche», è il ragionamento. «Le banche non sono istituzioni anonime», ha aggiunto sottolineando che gli istituti di credito giocano un ruolo «irrinunciabile» in un’economia moderna. «Se non avessimo aiutato le banche questo avrebbe avuto un impatto sull’economia reale, e avrebbe comportato ad esempio un aumento della disoccupazione». Per questo motivo, ha proseguito la cancelliera, è molto importante metterle in sicurezza, come è stato deciso a livello mondiale al G20. «Nel futuro dovranno farcela con le loro forze», è la conclusione che rassicurare i concittadini. La cancelliera non ha trovato ad attenderla lo stesso entusiasmo registrato rientrando dal vertice di Bruxelles, la settimana scorsa. È vero che ha incassato la fiducia esplicita di Barack Obama, che ieri ha pubblicamente elogiato la leadership europea definendola “impressionante” e sostenendo di fidarsi di lei e di Sarkozy. La linea tedesca è stata però anche messa sotto torchio a Cannes, con il pressing di Usa, Francia, Italia e Ue per una Bce sempre più coinvolta nelle misure anticrisi, sul modello della Fed. Del resto questo G20, appesantito dal referendum annunciato e poi ritirato da Atene, non è stato il trionfo che avevano immaginato Merkel e Sarkozy. Lo stesso presidente francese ne avrebbe voluto fare occasione di definitivo rilancio per la prossima corsa all’Eliseo, si è trovato invece a ospitare in vertice spinoso su più fronti. E le difficoltà per l’alleato della Merkel non sono finite: bisognerà vedere quanto costerà in termini di consenso la manovra da 6-8 miliardi che secondo indiscrezioni di stampa dovrebbe aumentare l’Iva ai francesi e ridurre i costi della pubblica amministrazione. Intanto sul fronte interno la socialdemocrazia tedesca definisce un «fallimento» il risultato del G20, che si è tenuto a Cannes. A formulare il giudizio è stato il capo della Spd, Sigmar Gabriel, a Roma per partecipare domani alla manifestazione indetta dal Partito Democratico. «Il G20 - ha sottolineato, nel corso di una conferenza stampa - non ha trovato modo di fornire regole severe per i mercati finanziari». Per Gabriel bisogna, invece, «tornare all’economia sociale di mercato o inventare un nuovo modello che consenta di domare il capitalismo a livello europeo e internazionale». Gran parte delle responsabilità della crisi, la Spd le addossa a Merkel e Sarkozy, che ad esempio nel caso della crisi greca «dovrebbero richiamare all’ordine i conservatori di Atene, responsabili della crescita del debito, e obbligarli a un governo di unità nazionale». Quanto alla Germania, il capo della socialdemocrazia tedesca ha escluso un referendum sull’euro ma non una consultazione popolare sulle scelte fondamentali che riguardano l’Europa.