Legge bavaglio, no del Terzo polo al Pdl

di Maria Berlinguer wROMA Nessuna intercettazione potrà essere pubblicata fino all'udienza filtro mentre l'obbligo di rettifica varrà solo per i siti internet registrati a norma di legge sulla stampa. Nel nuovo testo proposto, il Pdl prevede in sostanza di vietare la pubblicazione non solo delle intercettazioni ininfluenti, ma anche di quelle allegate alle ordinanze di custodia cautelare, o di perquisizione, vale a dire atti pubblici. «E' un buon punto di mediazione tra il diritto alla privacy e quello di cronaca», assicura Nitto Palma, il ministro della Giustizia. Ma il «compromesso» pensato dagli uomini di Berlusconi non convince affatto il Terzo Polo che stabilisce la sua «linea del Piave» sul no ai limiti alla stampa. La pensata non piace soprattutto a Giulia Bongiorno, relatrice del disegno di legge, che di fronte alla maggioranza che cerca di tornare al testo Mastella, minaccia di rinunciare all'incarico. «O si rispetta l'accordo che ha portato all'attuale testo sulle intercettazioni ora in aula o la presidente della commissione Giustizia farà un passo indietro: non mi sento di essere relatrice di un testo che comporta il black out», spiega. Per l'esponente terzista pensare di inserire «pezzi del ddl Mastella» nella proposta Alfano-Bongiorno «sarebbe un obbrobrio». «Siamo assolutamente contrari ad arretrare sul limite alla pubblicazione», conferma l'Udc Roberto Rao. Il terzo Polo ha però deciso di ritirare la pregiudiziale di costituzionalità presentata alla Camera e di astenersi su quelle presentate da Pd e Idv che si voteranno oggi. Un segnale subito colto dal Pdl. «Non ci aspettavamo immediatamente una condivisione della nostra proposta di rendere non pubblicabili tutte le intercettazioni fino all'udienza filtro ma il segnale è positivo», dice Enrico Costa. «L'importante è che si arrivi presto a una legge», avverte il leghista Marco Reguzzoni. L'opposizione promette battaglia, con i 400 emendamenti già presentati. «La nostra opposizione è chiarissima come si vede dagli emendamenti», dichiara il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. «Useremo tutte le virgole concesse dal regolamento per contrastare il via libera al ddl sulle intercettazioni, una vera e propria porcheria», rincara il capogruppo democratico a Montecitorio, Dario Franceschini. «Non ci può essere nessun punto di mediazione con chi antepone gli interessi di a quelli dell'Italia», tuona Massimo Donadi, capogruppo dell'Italia dei Valori. E contro la legge bavaglio si schiera anche Wikipedia, l'enciclopedia libera di internet. Con queste norme, si legge nel sito, il servizio sarà a rischio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA