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Bari, si indaga sugli appalti sospetti

di Maria Rosa Tomasello wINVIATA A BARI Un comitato d'affari che voleva mettere le mani su appalti milionari , affari d'oro fatti grazie a contratti per le grandi opere pubbliche incassati pilotando le procedure grazie a una rete di funzionari amici. Nasce dalle carte dell'inchiesta sulle escort nelle residenze private del premier la nuova indagine aperta dalla procura di Bari con un provvedimento di stralcio: per quello che è l'ottavo fascicolo nato dal ciclone Tarantini, l'ipotesi è associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta (gli indagati restano per il momento senza un nome). Lo scenario sarebbe quello descritto dagli investigatori della Guardia di finanza nell'informativa finale dell'inchiesta appena conclusa dai pm Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis, che accusano l'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini di avere creato un'organizzazione finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione allo scopo di consolidare il suo rapporto con il premier e allacciare grazie a lui rapporti con i vertici della Protezione civile, di Finmeccanica e delle società collegate. Sono dodici per complessivi 50 milioni di euro, secondo la ricostruzione dell'accusa, i lavori per la Protezione civile a cui l'imprenditore pugliese Enrico Intini avrebbe dovuto partecipare grazie alla mediazione del suo amico Gianpi, che in cambio avrebbe ottenuto un contratto annuale di 150 mila euro (che poi gli sarà revocato) ma che aspirava soprattutto a una percentuale milionaria per il suo "lavoro". Di questi appalti, tutti curati nella fase progettuale dalla Sel Proc (partecipata Finmeccanica), nessuno tuttavia andrà a buon fine. Nonostante, documentano le intercettazioni agli atti dell'inchiesta, il concreto interessamento del presidente del Consiglio che, su richiesta, avrebbe prima consegnato una brochure del gruppo Intini a Guido Bertolaso, quindi contattato il presidente di Finmeccanica Pierfrancesco Guarguaglini (che ha sempre smentito di aver conosciuto Tarantini). E nonostante il grande lavoro di tessitura fatto da Tarantini con alcuni manager di primo piano delle controllate della holding di piazza Montegrappa per predisporre, scrivono gli investigatori, "bandi su misura". «Allora, ho parlato personalmente con la persona, perciò tutto bene, la persona è tranquilla e perciò andiamo avanti» dice il Cavaliere a Tarantini il 5 febbraio 2009, rassicurandolo sul fatto che le trattative stavano proseguendo regolarmente. Era il suo secondo intervento sulla presidenza del gruppo Finmeccanica, annotano gli investigatori. Tra gli appalti per i quali Tarantini avrebbe "lavorato", secondo l'accusa, ci sono la fornitura dei cavi per l'ampliamento della rete Isoradio sulle autostrade A24, A25 e A14 (1,4 milioni), la fornitura di un sistema per l'emergenza derivante dagli eventi sismici (3,4 milioni) e di una rete digitale per l'emergenza in caso di terremoti (2,7 milioni), ma anche l'accordo quadro per la fornitura di componenti integrate del nodo multifunzionale per la dorsale in ponte radio della protezione civile (22,7 milioni) e la fornitura di beni e servizi per il G8 dell'Aquila (17,8 milioni): tutti aggiudicati ad altri. L'11 marzo l'ormai ex dirigente di Finmeccanica Salvatore Metrangolo (a cui Gianpi avrebbe fornito le prestazioni di due escort all'inizio del marzo 2009 all'hotel Valadier di Roma, dimessosi quattro giorni fa dal suo incarico) dice al telefono a Tarantini a proposito dell'"ingresso del responsabile della divisione Architetture grandi sistemi integrati di Selex sistemi Integrati (Lorenzo Mariani) - si legge nell'informativa - all'interno della rete di contatti costruita da Tarantini dentro Finmeccanica": «Tu ti stai muovendo in un alveo in cui hai qualcuno che ti sistema le partite, capito? Vedi come tutto va bene, come tutto scorre fluido». I contatti di Tarantini e Intini si sarebbero estesi oltre che a Domenico Lunanuova, direttore esecutivo della Seicos spa, a Sabatino Stornelli, ad di Selex service management e di Seicos spa, fino a Lorenzo Borgogni, direttore centrale delle relazioni esterne della holding. Il nuovo filone investigativo sarebbe stato avviato quattro mesi prima dell'incontro del 21 gennaio 2009 all'hotel De Russie, quartier generale di Gianpi a Roma: un "vertice" in cui - presenti Tarantini, Intini, Metrangolo, Lea Cosentino, all'epoca manager della Asl di Bari, e l'imprenditore Cosimo Catalano- si sarebbe discusso di un maxi-appalto da 55 milioni di euro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA