15 settembre 2011 —
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Attualità
di Maria Berlinguer wROMA Il Quirinale stoppa il blitz sulle intercettazioni. Fermare la fuga di notizie sul caso Tarantini con un decreto che impedisca la pubblicazione sui giornali della conversazioni telefoniche del premier. Silvio Berlusconi aveva intenzione di sottoporre al consiglio dei ministri un decreto legge per mettere la mordacchia al nuovo caso che lo coinvolge. Per questo aveva già allertato la Lega e alcuni ministri. Poi la brusca frenata, dopo il colloquio con Giorgio Napolitano. Il Cavaliere è salito al Colle per riferire sui colloqui avuti con Barroso e Van Rompuy sulla manovra. Ne ha approfittato anche per parlare della inchieste giudiziarie. «Sono vittima di una persecuzione», avrebbe detto al capo dello Stato, spiegando che l’urgenza di un simile provvedimento sarebbe motivata dalle conseguenze che potrebbe subire il Paese, già in una situazione difficile. Napolitano ha ascoltato ma è stato irremovibile. Il cdm è stato quindi dedicato alla proroga del Capo di Stato maggiore dell’Esercito. Quando vedrà i pm di Napoli?, chiedono i cronisti a Berlusconi, giunto a Montecitorio per votare la fiducia. Il premier non risponde. Poi lo sfogo con i deputati del Pdl: «I pm fanno un uso politico della giustizia, sono un perseguitato da 17 anni, la questione dovrebbe riguardare tutti perchè ora sono io la vittima ma domani potrebbe essere uno dei loro», dice riferendosi all’opposizione. Intanto, dopo aver disertato martedì il faccia a faccia con Lepore per urgenti colloqui con i vertici Ue, Berlusconi potrebbe usare ancora la carta dei viaggi per sottrarsi alla testimonianza sull caso come parte lesa. «C’è stato un contatto ma non c’è stata nessuna decisione», conferma Niccolò Ghedini. Per il legale del premier la decisione se tenere o meno il colloquio entro domenica «dipenderà dai comportamenti della Procura». Quanto all’ipotesi che Berlusconi domenica sia a New York per la conferenza sulla Libia, dice «non conosco i viaggi del premier». Intanto la procura ha fatto sapere che la risposta scritta sulla fuga di notizie in merito all’inchiesta Tarantini Lavitola non arriverà domani ma in settimana. Il ministro della Giustizia ieri ha avuto un colloquio con Berlusconi. Nitto Palma nega la possibilità di un’ispezione a Napoli. «E per quale ragione?» dice Palma assicurando di aver agito sulla base di 2 interpellanze urgenti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA