A caccia del pigmento giallo con "Bilistick"

Dalla corsia di un ospedale allo screening di popolazione il passo può essere breve. Così è stato per "Bilistick", test rapido di misurazione della bilirubina, che porta la firma di Claudio Tiribelli, direttore della Fondazione italiana Fegato-Onlus, del vice Cristina Bellarosa e di Richard Partridge Wennberg dell'Università di Washington. Tiribelli e colleghi, con il supporto di Innovation Factory, l'incubatore di Area Science Park, hanno ideato un sistema rapido e dai costi contenuti per la misurazione nel sangue della bilirubina totale, pigmento giallo-rosso frutto della degradazione dell'emoglobina dei globuli rossi, causa dell'ittero neonatale. In molti casi l'ittero regredisce spontaneamente; a volte, però, è di particolare intensità e richiede un pronto intervento, poiché la bilirubina può danneggiare il sistema nervoso del neonato. Ed è qui che una diagnosi rapida ed efficace trova il suo impiego. «Bilistick – spiega Tiribelli – si presta a un ampio uso: nei paesi in via di sviluppo, dove può eseguire il test anche personale non medico, al di fuori delle strutture ospedaliere. Nei paesi sviluppati, per abbattere tempi di attesa e costi, specie nei casi dubbi». Per lo sviluppo di Bilistick, il ricercatore argentino Carlos Coda Zabetta ha ricevuto un premio da parte del Working Capital-PNI, che sostiene l'innovazione italiana e promuove lo sviluppo di start-up. Al progetto hanno partecipato l'Università di Trieste, il Consorzio di biomedicina molecolare e la Microlab Srl di Padova.(c.s.)