Electrolux, dalla fabbrica alla partita Iva

MILANO Le richieste di cassa integrazione sono diminuite nei mesi di luglio e agosto ma il mercato del lavoro resta «stagnante»: lo rileva la Cisl nell'Osservatorio mensile su Cig e occupazione sottolineando che è urgente per rilanciare le assunzioni attivare le misure già decise a partire dal credito di imposta per le imprese che assumono alo Sud. A luglio le ore autorizzate (80,7 milioni) sono calate del solo 2,1% rispetto a giugno mentre sono diminuite del 28,8% rispetto a luglio 2010 (erano state chieste 113,4 milioni di ore). Ad agosto con 56,7 milioni di ore chieste si è registrato un calo del 29,7% su luglio 2011 e del 24,8% su agosto 2010. Rispetto ai settori produttivi - precisa la nota Cisl - mentre Š relativamente stabile il settore meccanico, si segnala una anomale e forte crescita nel commercio proprio tra luglio ed agosto, in controtendenza rispetto al fisiologico calo stagionale di tutti gli altri settori. La stima dei lavoratori equivalenti in cig, ottenuta dividendo il monte ore della cig per un divisore convenzionale, e quindi meramente indicativa, è, per luglio, pari a circa 492.000 persone e per agosto, dato che sconta il calo stagionale, di 346.000. A luglio - ricorda la Cisl - c'è stata una lieve crescita per il numero degli occupati (erano nel mese 22.956.000 con un aumento di 36.000 unità rispetto a giugno e di 88.000 rispetto a luglio 2010) mentre il tasso di occupazione è rimasto stabile al 56,9% della fascia tra i 15 e i 64 anni. di Marco Ballico wTRIESTE C'è chi adesso sforna pizze, chi distribuisce panini caldi, chi vende tutto a un euro e chi gestisce un negozio di prodotti per animali. Partite Iva che spuntano in uscita dalla fabbrica, gli stabilimenti Electrolux di Porcia in provincia di Pordenone e di Susegana in provincia di Treviso. Sono una dozzina, metà donne e metà uomini, gli esuberi del colosso svedese degli elettrodomestici che hanno accettato l'incentivo di 37mila euro, si sono messi la catena di montaggio alle spalle e hanno iniziato una seconda vita lavorativa. In proprio. Una manciata di storie. Una svolta per chi dopo una vita in fabbrica sfrutta l'opportunità di cambiare per la propria autorealizzazione personale. Storie come quella di Teresa Silvestre, che apre una pizzeria al taglio a Porcia e dà lavoro a tre persone. Di Egidio Giordano, che si mette alla guida di un furgoncino e si dedica alla cucina "on the road". Di Maria Caretto, che apre uno spazio della catena "tutto a 1 euro". Di Barbara Menegotti, che coltiva la passione per gli animali in un negozio a Fiume Veneto: «Quando si è presentata l'opportunità messa sul tavolo da Electrolux, ho fatto i conti, alcune indagini di mercato, e seguito il mio sogno». Di Simona Bondi, ex operaia in linea a Porcia, 1.250 euro al mese, che lancia sul web il sito "dimmicosacerchi", 3 milioni di visite al mese, un servizio di guida al consumatore nel labirinto delle offerte commerciali. «Sono una persona che partorisce idee in continuazione, troppe idee per riuscire a portarle tutte e termine – racconta –. Questa è l'unica eccezione, ed è l'unica buona idea in cui ho creduto fino in fondo. Un'esperienza bellissima, anche se molto impegnativa». E ancora di due operaie che, in società, gestiranno un bar. E di Daniel Lopez, argentino, genitori commercianti, che si occupa di impiantistica per sistemi fotovoltaici, e di Ivano Lot di Mareno di Piave, per 21 anni a Susegana, che ora, socio del fratello Valerio, si occuperà di piccoli interventi edili e manutenzione di giardini. "Lo aspettavo da tempo e ho colto l'occasione", racconta. Tutte iniziative che l'agenzia per il lavoro Quanta, l'advisor individuato nel Piano sociale di reinserimento concordato da Electrolux e sindacati, ha verificato, approvato e accompagnato nel percorso di formazione. «Fa parte degli accordi – spiega il segretario di Fiom-Cgil di Pordenone Maurizio Marcon –: l'azienda aiuta il lavoratore a orientarsi e monitora la fattibilità del progetto. Questione di responsabilità e di corretto utilizzo delle risorse». Risorse che, alla voce auto imprenditorialità – una delle sei opportunità del Piano sociale accanto a uscite incentivate, part-time, prepensionamenti, reimpiego e reindustrializzazione, con la possibilità per gli ex dipendenti di utilizzare capannoni e spazi degli stabilimenti ormai in disuso –, ammontano a 37mila euro, incentivo erogato in parte al lavoratore, e in parte alla nuova attività. Gli operai in uscita dalla Electrolux che optano per la partita Iva, previa presentazione di un congruo "business plan", vengono anche agevolati dalla possibilità di percepire in un'unica soluzione il trattamento di mobilità e da una corsia preferenziale nell'accesso al credito per un importo indicativo di 50mila euro. L'intesa ha chiuso una vertenza seguita all'annuncio di inizio anno della multinazionale: una nuova riduzione di personale dopo il piano di ristrutturazione del 2008. Il totale degli esuberi, 740 (su oltre 2mila addetti complessivi), una sessantina meno dell'iniziale previsione di 800, è stato spalmato nei 453 (332 "nuovi", 121 "vecchi") di Susegana e nei 287, di cui 198 nel 2011, di Porcia. «Lo strumento che incentiva le partite Iva potrà interessare anche altre persone – spiega Marcon –, specie chi ha in testa da qualche tempo l'idea di provarsi in un altro campo. Nulla può essere ritenuto facile nel lavorare in proprio, ma una quota di 37mila euro aiuta comunque a partire». ©RIPRODUZIONE RISERVATA