Alla Tripcovich l'inedito di Lelio Luttazzi con Rossana Casale

TRIESTE L'emozione ha la voce, lo humour, l'eleganza e gli occhiali di Lelio Luttazzi. Non una semplice commemorazione – come promesso dal presentatore, il critico Dario Salvatori -, ma un ricordo vivo da parte di veri amici del Maestro per ricordarlo in un modo brillante e con lo swing che lo caratterizzava. E così è stato per "Nel segno di Lelio" andato in scena in una Sala Tripcovich affollata da circa 800 persone per ricordare in musica - la sua musica - il grande autore, musicista e presentatore giuliano nella sua Trieste. L'universo di Luttazzi si dischiude alle 21.15 dopo un preludio con le immagini del suo ultimo spettacolo dal vivo in piazza Unità e di altri spezzoni, quasi il docu-film di una grande carriera. A New Orleans, c'è una ventata di follia: quella delle Voci di corridoio che aprono l'omaggio con "Quando Una ragazza a New Orleans". Dado Moroni, reduce da un'incisione a Berverly Hills con Peter Erskine e cresciuto con le trasmissioni televisive di Luttazzi, gli dedica due intense rivisitazioni di autori da lui amatissimi: Porter e Gershwin, da eseguire "muovendo sempre quel piedino, che se lo tagli non è più jazz". Fez e mandolino, non può mancare all'appello il "gran Sultano'" dello swing: Freddy Colt. Molti gli aneddoti. Felice interpretazione di classici di Luttazzi anche da parte di Lorenzo Hengeller, che ne esalta "L'ottimista", e "Nostalgia per la musica". Anche lo storico amico e produttore di Luttazzi, Roberto Podio, siede alla batteria per partecipare alla festa. Le Voci rileggono affettuosamente altri intramontabili pezz. Sul palco anche l'erede del grande Lelio: il giovane pianista Sebastiano Burgio, vincitore della prima edizione del Premio Luttazzi cha ha eseguito "Autumn Leaves". A consegnare il premio, la moglie di Lelio, Rossana, e l'assessore comunale alla Cultura, Andrea Mariani. Una targa è stata offerta anche dal quotidiano il Piccolo in occasione dei 130 anni, ha ricordato Fabio Zebochin, "del nostro e del vostro giornale". Commozione vera con Rossana Casale, in trio con Luigi Bonafede e Roberto Regis che ha regalato l'inedito, "Non lo so", al quale avevano lavorato tre anni fa, come documentato da un video delle prove in casa di Lelio a Trastevere. Eseguito per la prima volta ha coinvolto la platea, complice l'interpretazione emozionante ed emozionata della cantante, che ha voluto accanto a sé Rossana Luttazzi per dedicarle "You don't know what Love is". (g.ter.)