I cinque maghi della pellicola che danno vita all'Amidei

Cinefili e tecnologici, intellettuali e tecnici. Aggettivi opposti ma adeguati per definire le passioni e le caratteristiche professionali dei proiezionisti del Premio Amidei. Cinque ragazzi molti diversi per età, origine e carattere, che formano una squadra perfettamente rodata che da mattina a notte profonda fa il cinema. Tre veterani, Jacopo "Jaki" Rener, Ivo Mauri e Sandro Zanirato, accanto a due della nuova generazione, Marcello Seregni e Lorenzo Fabro. Jaki, chi non lo conosce a Gorizia? Lui il premio Amidei l'ha visto nascere. Anzi da Roma, dove si è laureato in Lettere e ha lavorato alle estati romane e al "Labirinto", storico cineclub, teneva i contatti con i suoi maestri: Scola, Age, Mario Verdone, padre di Carlo. In cabina da 27 anni ha proiettato centinaia di film. Dei tanti incontri uno in particolare: il modo di «scherzare seriamente» del regista armeno Otar Iosseliani, del quale ricorda anche le grandi bevute. Ivo Mauri ebbe il primo incontro fatale nel 1981, sbobinando gli atti di un convegno su un registratore Grundig, prestato da Jaki. Nella sua memoria le prime edizioni di rassegna estiva in Castello, con la cabina di proiezione nel torrione delle mura. Ricorda con affetto e stima i componenti della giuria che non ci sono più. Fra questi Nanni Loy, Suso Cecchi d'Amico, Mario Monicelli, Age, Antonello Trombadori e Antonio Luigi Grimaldi. In questa edizione, che lui definisce «fantastica per atmosfera» ha curato la rassegna Amidei Kids. Sandro Zanirato è nato a Rovigo e fa parte dello staff da 10 anni. Lui è l'uomo della cabina al Parco Coronini. Laureato in Lettere ama la tecnologia, i computer e il film digitale. Non ha rimpianti per le vecchie macchine di proiezione con la pellicola in cellulosa, a rischio incendio causa il surriscaldamento prodotto dalle lampade sui nitrati d'argento. I suoi autori preferiti sono i giapponesi, in particolare Mjyazaki, del quale ha proiettato in occasione di Amidei Kids "Ponyo", e in sala c'erano anche i suoi due bimbi che si sono divertiti molto. Il milanese Marcello Seregni è approdato al Palazzo del cinema per seguire la specialistica al Dams, questo è il suo terzo Amidei. Ha il compito di smontare le pellicole storiche che arrivano dalle cineteche di tutta Europa. Mentre le srotola dalla bobina sul supporto per la proiezione le controlla. I fotogrammi scorrono sotto i suoi occhi con un fruscio d'altri tempi. Un modo strano di vedere un film. Se vi sono delle rotture si ferma e ricuce come ai tempi di "Nuovo cinema Paradiso" di Tornatore. A fine proiezione riavvolge tutto e ripone i capolavori nelle scatole atte al trasporto. Infine Lorenzo Fabro, al suo primo Amidei. Goriziano, conosceva Ivo e Jaki di vista e dopo aver seguito un corso ha fatto domanda per entrare al Palazzo del Cinema. Gli piace il lavoro, avere per le mani tanti capolavori e incontrarne i maestri. Dopo le incertezze iniziali, superate alla grande con l'aiuto di tutti, ogni giorno un'emozione. Margherita Reguitti