Addio a Comida, che scriveva con la fantasia di un ragazzo

Si è spento la scorsa notte a Trieste lo scrittore Luciano Comida. Nato nel 1954, aveva legato il suo nome a un personaggio di grande successo nel mondo della letteratura per ragazzi, Michele Crismani. di MARY B. TOLUSSO A vederlo, così, per strada, dava più l'idea di un personaggio contemplativo, più che di uno scrittore, barba bianca, sandali, occhi profondi e dolci e quell'aria un po' démodé, lenta e profonda. Luciano Comida, l'autore triestino conosciuto ai più per la saga dei fortunati racconti di Michele Crismani, è scomparso la scorsa notte, a Trieste. Una notizia difficile da mettere a fuoco, certo la morte lo è sempre, ma per chi abbia conosciuto l'opera di questo scrittore è inevitabile associare Comida ai suoi giovani personaggi. D'altra parte lui stesso aveva confessato che il suo protagonista, Michele Crismani, non era altri che Luciano Comida adolescente, sostenuto dalle stesse passioni (quella di Dylan Dog, per esempio), così come era bravissimo, Luciano, a coinvolgere nel suo blog i tantissimi fan del suo protagonista. La passione per la letteratura lo portava a spostarsi di frequente, per incontrare i giovani e gli studenti di molte parti d'Italia, soprattutto nelle scuole, dove spesso teneva dei corsi di scrittura creativa. E se lo incontravi casualmente, dopo uno di questi incontri, era chiaro il suo autentico entusiasmo per queste iniziative. Lo capivi subito, dall'impegno che ci metteva nell'informarti sullo stato di salute della scuola, ma anche sulla vivace curiosità dei ragazzi, così felicemente inclini, diceva - ancora e per fortuna - a un interesse letterario. Ma il suo, quello di Luciano, è sempre stato un impegno tout court per la vita. Lo testimoniava anche con la rivista «Konrad», che ha diretto dal 2004 al 2008 per ben 43 fascicoli, lì dove riusciva a dare spazio alle voci che non ne trovavano sulle altre testate. Un impegno che travalicava i confini del territorio. Su "Konrad" si parlava anche degli operai arsi vivi nella strage della Tyssen di Torino. O del popolo Birmano, che lotta ogni giorno per la libertà e i diritti. Responsabilità civile e umana che si proiettava anche in altre iniziative editoriali, nel 2005 per esempio Comida pubblicò un libro sulla prevenzione del suicidio giovanile. Quello dei giovani era un mondo che lo coinvolgeva in tutto e per tutto, non solo negli aspetti più estetici, come la letteratura, appunto, ma anche e soprattutto nell'attenzione a una delicata fase di formazione, lì dove talvolta anche le prime delusioni possono essere fatali. I giovani, il loro mondo interiore, il loro sguardo rispetto all'altro, al diverso (e per "diverso" si intende anche un genitore), erano i temi dei suoi libri, dove spesso emergeva la figura del padre, mettendo in luce lo scarto generazionale, ma anche la possibilità di una comprensione, di un'autentica intesa nonostante la distanza e l'inerzia della vita quotidiana. Comida spesso non si tirava indietro in fatto di buona educazione, con la levità di una scrittura che gli permetteva di non fare la figura del pedante (o del pedagogo). Non ha mai risparmiato lezioni di buon senso, nei suoi tanti volumi dedicati a Michele Crismani, per esempio nel ridimensionare il diritto al cellulare a una generazione decisamente troppo impaziente. Era anche capace di leggerezza, Luciano, leggerezza e ironia che non di rado ci restituiva in poesia. Non solo con i libri dedicati alla letteratura per i più giovani (pubblicati per lo più da Einaudi Ragazzi e da El), ma anche con i suoi testi per adulti. Uno tra tutti "Lesioni lievi" (Battello Stampatore), un'esilarante sceneggiatura amorosa di un abbandonato (a causa di un terzo, come spesso accade), dove Comida ha dimostrato tutta la sua capacità di destrutturare il dolore, con levità e intelligenza, mettendoci di fronte allo specchio (tragicomico) che tutti abbiamo attraversato. Chissà, forse anche un po' per quel suo aspetto meditabondo, Comida aveva fatta sua una certa saggezza, diceva di aver imparato a godere di una cosa per volta: «La mente è come una grande casa con tutte le stanze illuminate - ripeteva - ho imparato a tenere accesa una stanza per volta e vivo intensamente il tempo presente». Forse s'è spenta l'ultima luce, ma non del tutto. Rimangono le sue invenzioni creative, quel giovane adolescente che in "Vita privata avventure e amori di Michele Crismani", ha sicuramente formato una generazione di lettori. E lo ha fatto riuscendo a proiettarsi nei tremori e stupori di chi inizia a recepire la bellezza di un mondo che si schiude. Ecco perché Luciano Comida, classe 1954, non potrà che essere ricordato come un uomo giovane. ©RIPRODUZIONE RISERVATA