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Da Aquileia a Venezia tra passato e futuro

di Paola Bolis wTRIESTE Da Aquileia, la diocesi e metropolia ecclesiastica che per tutto il Medioevo fu seconda in dignità solo a Roma, a Venezia, «città dell'umanità» come la definì Giovanni Paolo II. Da Aquileia, la Chiesa madre per i territori dell'antico Nordest che riunì in sé il mondo latino con quello germanico e slavo, a Venezia, crocevia del Nordest d'oggi che deve affrontare sul piano della Chiesa - ricorda il vescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi - «flussi e processi di secolarizzazione non indifferenti», ma che su un versante più ampio è chiamato a confrontarsi con la crisi economica, ma anche con le nuove sfide. Aperte dalla caduta dei confini, e dalla riunificazione di un'Europa già inevitabilmente proiettata verso quello che sempre più sarà «meticciato di civiltà», nelle parole del cardinale Angelo Scola. Da Aquileia a Venezia, tra passato e futuro a Nordest. È questo il percorso che Benedetto XVI compirà oggi e domani durante la visita che avrà inizio alle 16.15, quando sarà accolto all'aeroporto di Ronchi da una delegazione di autorità civili e religiose tra cui Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Anche se «i "vip" saranno altri», ha sottolineato l'arcivescovo di Gorizia Dino De Antoni: dai bambini accolti in alcuni istituti di queste terre ai ragazzi delle parrocchie di Ronchi. Alle 16.45 il Papa arriverà ad Aquileia, in piazza Capitolo, dove dopo i saluti delle autorità è atteso il suo primo discorso ai fedeli. Momento culminante della visita del Pontefice ad Aquileia sarà, nella basilica, il suo incontro con tutti i vescovi, i Consigli pastorali diocesani e i rappresentanti delle 15 Chiese del Nordest assieme ai vescovi delle Chiese di vicine nazioni. Benedetto XVI terrà il discorso che aprirà l'ultima fase di preparazione verso "Aquileia 2", il convegno ecclesiale delle Chiese del Nordest che si terrà nell'aprile 2012 ad Aquileia appunto (a 22 anni di distanza dal primo) con l'obiettivo di analizzare i cambiamenti socio-culturali in atto, rafforzare la collaborazione tra Diocesi e tracciare le linee da seguire nell'impegno missionario. Alle 18 la partenza di Papa Ratzinger per Venezia, dove alle 19 è atteso un primo discorso alla cittadinanza in piazza San Marco. Nella giornata di domani, il momento culminante per i fedeli sarà la messa che Benedetto XVI celebrerà alle 10 nel parco di San Giuliano, nel segno dello slogan prescelto per la visita: «Tu conferma la nostra fede». Alle 12.30 la partenza per piazza San Marco, dove dopo il pranzo con i vescovi del Triveneto è in programma nella basilica l'assemblea per la chiusura della visita pastorale diocesana, con un altro discorso del Pontefice. Benedetto XVI compirà in gondola il tragitto da piazza San Marco alla basilica della Salute, dove il suo arrivo è previsto alle 17.45. Nella basilica si trovano lo Studium Generale Marcianum, il polo pedagogico-accademico e di ricerca promosso dal Patriarcato di Venezia, e il Seminario patriarcale. Il Papa visiterà e benedirà la rinnovata Cappella della Ss. Trinità e la biblioteca del Marcianum. Ma è questo anche il luogo in cui Ratzinger pronuncerà il discorso alla città di Venezia rivolgendosi in particolare ai rappresentanti del mondo culturale, artistico, socioeconomico del capoluogo veneziano. «Benedetto XVI riprenderà il tema lanciato da Giovanni Paolo II nel 1985 su Venezia città dell'umanità», città «che parla immediatamente a tutta l'umanità ed è visitata da tutta l'umanità», sono le parole di Scola. Mentre mons. Ettore Malnati, vicario della Diocesi di Trieste per il laicato e la cultura, osserva che dopo i discorsi tenuti a Ratisbona e a Parigi, a Venezia Benedetto XVI potrebbe soffermarsi sul tema della «bellezza, la pulchritudo intesa nel senso che le diede Sant'Agostino, come via per arrivare alla Verità». Di seguito, la partenza in motovedetta per l'aeroporto di Tessera, da dove il Papa farà rientro a Roma. Al termine di una due giorni pensata per «confermare la fede» in queste terre, ma anche - sottolinea il vescovo Crepaldi - per «far trovare una rinnovata coesione sociale» al Nordest che vuole guardare al futuro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA