QUEI 44 GATTI DI BARBARA, CANZONE ETERNA

di DIEGO KUZMIN Era il 1968 quando Barbara Ferigo, tenera bimbetta goriziana allora, vinse la decima edizione dello Zecchino d'Oro, con quella canzone che ancora oggi si sente volentieri: "Nella cantina di un palazzone, tutti i gattini senza padrone, organizzarono una riunione, per precisare la situazione... Quarantaquattro gatti, in fila per sei col resto di due, si unirono compatti, in fila per sei col resto di due, coi baffi allineati, in fila per sei col resto di due, le code attorcigliate, in fila per sei col resto di due. Sei per sette quarantadue, più due quarantaquattro!"... Racconta il critico musicale Mario Luzzato Fegiz, sul Corriere del 28 novembre 1993, che "Nel '68 Barbara Ferigo, figlia di due impiegati della Sip (allora Telve) di Gorizia aveva 4 anni ed era in vacanza a Forni di Sopra dove venne notata da due talent scout dell' Antoniano. Le affidarono una canzone che si intitolava "44 gatti" che divenne in qualche modo il simbolo della manifestazione." E la Ferigo: "Non fu un'esperienza traumatica. I problemi arrivarono dopo, quando a scuola mi chiamavano "44 gatti" invece di Barbara". La canzone, nella descrizione di quella curiosa assemblea felina in puro spirito sessantottino, viene definita dal Fegiz nel suo libro "AvantPop", come "l'unica canzone di protesta del '68 che abbia avuto un successo duraturo". E' una composizione del modenese Pippo Casarini, il quale ricorda sulla Stampa del 28 maggio 2008: "In quel periodo avevo smesso di suonare in giro e insegnavo educazione musicale alle scuole medie di Nonantola: mi venne prima il titolo, ispirato al numero di anni che stavo per compiere, 44, poi il testo, che scrissi in un paio di settimane, e infine, la musica, che composi in un quarto d'ora. Il contenuto della canzone invece viene dal mio grande amore per i gatti: andando a Roma da parenti, su un rudere vicino a piazza Esedra, c'erano questi gatti randagi a cui delle signore davano da mangiare. L'idea della canzone è nata così". Pochi mesi dopo, i 44 gatti vennero cantati alla Tivù anche dalla grande Mina, in un duetto col Pupazzo Provolino ventriloquiato da Mario Pisu, e dalla stessa Barbara Ferigo, che li replicò alla Ginnastica Goriziana tra Cobra, Tigri e Pitoni, che non erano animali, ma invece gruppi rock, tra protagonisti della "Italia Beat" che si teneva la stessa sera nella sala di piazza Battisti.