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Unità d’Italia, i futuristi lanciano la ”notte tricolore”

TRIESTE Leghisti (e non) litigano, da Bolzano a Roma, sulla festa nazionale per l’Unità d’Italia? I ”futuristi” del Friuli Venezia Giulia non solo non hanno dubbi - scuole e uffici, il 17 marzo, devono rimanere rigorosamente chiusi - ma rilanciano: Roberto Menia e Paolo Ciani, il neo-coordinatore nazionale e il ”suo” consigliere regionale, propongono infatti la ”notte tricolore” con negozi, musei, bar e locali aperti in nome del Belpaese e dei suoi primi 150 anni.
«Alla luce delle incomprensibili polemiche sull’opportunità o meno di festeggiare il prossimo 17 marzo - affermano Menia e Ciani - Futuro e libertà chiede che, in Friuli Venezia Giulia come altrove, il 17 marzo sia una giornata con scuole ed uffici chiusi ma al tempo stesso con musei e attività commerciali (che vorranno aderire) aperti». Obiettivo: creare e animare la “notte tricolore” con iniziative culturali, musicali e del gusto.
«Le iniziative - aggiungono Menia e Ciani - possono ovviamente protrarsi anche nei giorni successivi ed essere occasione di incoming turistico, valorizzazione delle città d’arte del Friuli Venezia Giulia e promozione dei prodotti agroalimentari regionali. Quale migliore occasione se non questa per far scoprire ai turisti italiani ed europei la nostra regione che tanto ha dato per l’Unità d’Italia?».
Non mancano i suggerimenti: la ”notte tricolore”, nel menù degli eventi, potrebbe ad esempio coinvolgere il “Vigneto Friuli”, con i suoi grandi bianchi, nell’ambito dell’iniziativa nazionale già ribattezzata “L’Unità d’Italia nel bicchiere” che parte dal Barolo di Camillo Cavour, passando dal Chianti di Bettino Ricasoli. Ma potrebbe anche valorizzare i tanti talenti sportivi, culturali, musicali del Friuli Venezia Giulia che hanno reso grande l’Italia. Senza dimenticare i tanti volontari garibaldini nostrani «dai triestini Chiozza, Caprin e Alberti agli isontini Scodnik, Marega e Ciotti, dai friulani Venuti, Nievo, Cella e Carlutti ai pordenonesi Bertossi, Ellero e Fantuzzi» che hanno contribuito all’Unità. «Futuro e Libertà per l’Italia - concludono Menia e Ciani - credono pertanto che far restare a casa i dipendenti pubblici e privati non sia affatto un danno, se parallelamente si sanno offrire ai cittadini della Regione e ai turisti occasioni di studio, di svago, di gusto e di approfondimenti per celebrare degnamente e serenamente l’anniversario dell’Unità d’Italia».